Si chiamerà Racu la nuova isola nella laguna di Venezia
Il concorso dell’Authority fra gli alunni delle elementari

La premiazione del concorso per dare un nome alla nuova isola nella laguna di Venezia
VENEZIA. La nuova isola artificiale che prenderà forma nella laguna di Venezia per accogliere i fanghi degli escavi per il prossimo quindicennio ha già un nome: gliel’hanno trovato gli alunni delle elementari della zona che hanno risposto all’appello dell’Authority veneziana. Si chiamerà Racu, secondo quanto annunciato come esito di un concorso nell’ambito dei Port Days, quest’anno caratterizzati dal tema “Porta del Mediterraneo”.
Il nome della nuova isola della laguna lo spiega bene il sottotitolo: “L’isola che cura Venezia”. Come indicato dalla giuria composta da Federica Bosello (presidente) per l’Autorità di Sistema Portuale, Valerio Volpe per l’Autorità per la Laguna, Dennis Wellington per il Comune di Venezia e Sara Lunardelli per il Commissario crociere Venezia, la scelta è stata compiuta sulla base dei criteri stabiliti dal regolamento come, ad esempio, pertinenza rispetto alla laguna e alla funzione della nuova isola, coerenza della motivazione, originalità, chiarezza del percorso e capacità evocativa.
Secondo quanto reso noto, la scelta di premiare la proposta “Racu l’isola che cura Venezia” è stata indicata come vincitrice all’unanimità – è stato detto – «per la capacità di coniugare originalità del nome, forza comunicativa e coerenza con le funzioni della nuova isola».
Il nome nasce – viene fatto rilevare – dall’anagramma della parola “cura”, richiamando così l’attenzione alla tutela della laguna e, contemporaneamente, l’idea della trasformazione. L’Authority guidata da Matteo Gasparato spiega che «Racu si ispira al raku, tecnica artistica giapponese che trasforma la materia in armonia con la natura e rende ogni creazione unica». A ciò si aggiunga che la proposta richiama «il rapporto storico tra Venezia e l’Oriente e lo scambio tra culture che da sempre caratterizza la città e la sua vocazione marittima».
Nella motivazione elaborata dalla classe, Racu come “isola che cura Venezia” – viene evidenziato – viene presentata come «un’isola progettata per il futuro, chiamata a contribuire alla salvaguardia della laguna e al miglioramento della navigazione in città e nel porto, nel rispetto dell’equilibrio naturale».
La scelta della giuria – viene messo in risalto – valorizza una proposta che, partendo dal linguaggio degli alunni e delle alunne, riesce a sintetizzare «una pluralità di significati: cura dell’ambiente, trasformazione, rapporto tra uomo e natura, scambio culturale e vocazione marittima di Venezia». L’utilizzo dell’anagramma trasforma inoltre il concetto di “cura”, inteso come gesto e responsabilità, in un nome proprio, conferendo alla nuova isola un’identità riconoscibile e una forte valenza simbolica.
Il progetto proseguirà anche oltre i Port Days. Sono infatti allo studio, insieme al Comune di Venezia e all’Autorità per la Laguna, nuove attività didattiche dedicate alla nuova isola, con laboratori rivolti alle scuole per approfondirne la funzione e accompagnare alunni e alunne nella conoscenza del suo ruolo a partire dal 2027.











