La cantieristica di Genova e Savona vale 2 miliardi e 10mila occupati
L’iniziativa di Authority e industriali per far emergere il peso del settore

Matteo Paroli presidente dell’Authority genovese
GENOVA. L’identikit dice che stiamo parlando di «circa 2 miliardi di euro di valore della produzione nel 2024, oltre 500 milioni di euro di valore aggiunto e più di 10mila occupati diretti e indiretti». È la fotografia della galassia di attività di costruzione navale, riparazione navale, costruzione nautica e riparazione nautica presenti nei porti di Genova e Savona-Vado Ligure: al tempo stesso «una componente dell’economia ligure» e un tassello forte del «posizionamento dell’Italia nella cantieristica internazionale, attraverso produzioni, servizi e competenze specialistiche».
Più in dettaglio: a Genova il valore della produzione raggiunge circa 1,9 miliardi di euro, a Savona-Vado Ligure supera i 50 milioni di euro («con una prevalenza delle attività di costruzione nautica»). Nell’uno come nell’altro caso, «in crescita rispetto al 2021». La fisiognomica del sistema si articola fra «grandi imprese capocommessa e una rete di aziende specializzate», visto che «oltre la metà delle imprese è di piccole dimensioni». Da aggiungere che un tale modello organizzativo ha conseguenze sugli aspetti dell’occupazione: «4.400 addetti diretti e 6 mila indiretti». Con «oltre sessanta specializzazioni professionali censite: accanto a carpentieri, saldatori, elettricisti e meccanici operano progettisti, tecnici e figure di coordinamento delle commesse». Per capirci: l’incidenza è «più di nove volte superiore alla media nazionale».
Adesso l’Autorità di Sistema Portuale di Palazzo San Giorgio guidata da Matteo Paroli in tandem con Confindustria Genova e Unione Industriali Savona vuol accendere i riflettori su questa realtà per metterla in evidenza e dunque mostrarne il valore: l’occasione è il primo report presentato nella Sala del Capitano del quartier generale dell’istituzione genovese. È il frutto iniziale di «uno strumento permanente per conoscere la struttura dell’industria navale e nautica, seguirne le trasformazioni e orientare le scelte che ne accompagnano lo sviluppo» attraverso gli occhi di un osservatorio socioeconomico nato dalla collaborazione fra l’ente portuale e le fonti economiche con la conoscenza delle associazioni industriali (con il coinvolgimento diretto delle aziende). In questo primo round occhi puntati su 87 imprese attraverso una griglia di 63 risposte.

Infografica tratta dal dossier di Authority e industriali su cantieristica e riparazioni navali a Genova e Savona
Dal dossier salta fuori «un’elevata saturazione dei bacini e una domanda potenziale aggiuntiva che incontra limiti nella disponibilità di spazi e nella capacità degli impianti». A ciò si aggiunga che, interfacciandosi con le imprese concretamente, è emersa anche «una difficoltà nel reperire personale qualificato, soprattutto nei mestieri tecnici e artigianali, insieme a una crescente domanda di figure capaci di integrare preparazione tecnica e capacità gestionali». Con una specifica: «Elettronica, nuovi impianti e tecnologie di bordo si affiancano alle professionalità tradizionali, ampliando i fabbisogni delle imprese».
Secondo quanto viene riferito, il viceministro Edoardo Rixi ha colto la palla al balzo per sponsorizzare politicamente la “sua” riforma dei porti («va nella direzione di rafforzare la competitività del nostro sistema marittimo, valorizzando le filiere industriali che generano lavoro, investimenti e crescita»). A giudizio di Rixi, i numeri della cantieristica ligure dimostrano «quanto sia strategico mettere le Autorità portuali nelle condizioni di programmare meglio, investire nelle infrastrutture e rispondere alle esigenze delle imprese». Aggiungendo poi: «La sfida è trasformare questo patrimonio di competenze in nuove opportunità di sviluppo, superando i limiti infrastrutturali e la carenza di professionalità specializzate».

Dal report di Authority e industriali su cantieristica e riparazioni navali
Così la dichiarazione di Matteo Paroli, numero uno dell’Autorità di Sistema Portuale di Genova e Savona: «La cantieristica e le riparazioni navali e nautiche sono una parte importante dell’identità produttiva della Liguria e della capacità industriale italiana. Dietro questi numeri ci sono imprese che competono nel mondo, professionalità che si costruiscono negli anni e una rete di fornitori che estende al territorio il valore delle attività portuali. Con Confindustria Genova e Unione Industriali Savona abbiamo assunto un impegno comune: dare continuità alla conoscenza di questo settore e mantenerlo al centro dell’attenzione delle istituzioni». E a questo che servirà l’Osservatorio: «Ci permetterà di seguirne i cambiamenti, riconoscere per tempo le difficoltà e le opportunità e lavorare insieme sulle condizioni che possono sostenerne la crescita».
Ecco le parole di Marco Bucci, presidente della Regione Liguria: «Questo Osservatorio ha un valore enorme, è uno strumento importante per delineare strategie e scelte future. Il compito di un’amministrazione pubblica è quello di eliminare gli ostacoli, ridurre il più possibile la burocrazia e garantire il supporto necessario agli imprenditori, tenendo sempre la porta aperta di fronte a chi vuole investire sul territorio». Il “governatore” ricorda una citazione di Roosevelt secondo la quale un investimento pubblico di un dollaro in una infrastruttura porta almeno 3-4 dollari di ricaduta sul territorio: «In Liguria ci sono investimenti in corso per circa 17 miliardi di euro. Oltre al Terzo Valico, l’investimento più importante è quello sulla nuova Diga: un’infrastruttura incredibile, che consentirà di accogliere le navi più grandi e realizzare nuove banchine. Siamo impegnati a costruire meccanismi che facilitano gli imprenditori a fare il loro lavoro, con il fine ultimo di garantire ricadute economiche e occ«upazionali sul territorio».
Questo il commento di Alessandro Terrile, vicesindaco di Genova: «Il comparto della navalmeccanica costituisce un’eccellenza e un patrimonio fondamentale per la nostra città, dal punto di vista economico, sociale e industriale. È estremamente importante varare questo Osservatorio perché come ha ricordato il presidente Paroli, non basta soltanto osservare, ma occorre monitorare l’economia e il lavoro che crescono. In questi anni sono stati fatti grandi passi avanti nello spiegare alla città il valore reale dell’industria genovese. In passato ci sono stati momenti di crisi e complessi problemi di compatibilità con il territorio, ma oggi possiamo dire che sono in gran parte superati».
Terrile sottolinea che le aree di questo settore mostrano «un’incidenza di occupati per metro quadro superiore a qualsiasi altra parte del porto». Lo fa ribadendo le «grandi opportunità» in vista («a partire dal completamento delle infrastrutture, che rappresenta la condizione indispensabile per un ulteriore sviluppo»): «Sulle aree di Levante, il nuovo piano regolatore portuale consentirà di espandere il comparto delle riparazioni navali e di creare una connessione con le aree restituite alla fruizione cittadina, senza interferenze con l’enclave industriale». Però con un “però”: c’è da «esaminare con grande attenzione la soluzione progettuale per l’uscita del tunnel subportuale, affinché non incida negativamente sull’area delle riparazioni».
A giudizio del vicesindaco, lo spostamento a mare della nuova diga consentirà di «ampliare gli spazi a ponente per la cantieristica e le riparazioni navali, creando un beneficio concreto sia per la navalmeccanica sia per il “refitting” di alto livello». Senza contare che «a Sestri Ponente sono in corso investimenti per centinaia di milioni di euro»: con un plauso a Fincantieri, alla Struttura Commissariale e agli uffici del Comune per «come stanno conducendo i lavori senza mai fermare la produzione del cantiere». Il finanziamento del terzo lotto e lo spostamento della ferrovia – afferma – consentirà di «ricomporre definitivamente le interferenze con il quartiere».
La parola ora a Tito Vespasiani, segretario generale dell’Authority genovese, che fissa lo sguardo sul report: «Abbiamo costruito un sistema di indicatori che consente di leggere insieme produzione, valore aggiunto, occupazione e caratteristiche del distretto. L’indagine diretta ha raccolto le risposte di oltre il 70% delle imprese contattate, affiancando ai dati economici le informazioni sulle relazioni di filiera e sui fabbisogni professionali. Emerge un sistema fortemente integrato, con oltre sessanta specializzazioni, nel quale la disponibilità di infrastrutture comuni e di personale qualificato incide sulla capacità produttiva. Questa prima rilevazione costituisce il riferimento per gli aggiornamenti successivi: il confronto nel tempo ci consentirà di capire come cambiano il settore, la domanda di lavoro e le esigenze delle imprese».
Qui le parole di Marco Ghiglione, vicepresidente di Confindustria Genova (con delega all’industria del porto di Genova e del Tigullio): «Abbiamo colto l’opportunità offerta dal presidente Paroli e dal suo team di contribuire all’istituzione dell’Osservatorio per far conoscere il valore della produzione, dell’occupazione, dell’indotto creato sul territorio dalle aziende del comparto di costruzione e riparazione navale e nautica del porto di Genova: un comparto nato nel dopoguerra con una filiera di imprese super specializzate che gravitavano intorno ai bacini di carenaggio e che rappresenta, oggi, una delle poche realtà industriali della città dove si continua a investire».
Ecco Caterina Sambin, presidente dell’Unione Industriali Savona: «Appoggiamo anche noi questa iniziativa della Autorità di Sistema perché valorizza un comparto della blue economy, quello industriale della cantieristica che costituisce una eccellenza Italiana e un possibile asset di sviluppo per il contesto industriale del porto».











