Gli enti di volontariato: a rischio il 20% dei servizi offerti ogni giorno
Il Forum Terzo Settore chiede interventi sui servizi per le comunità

Claudia Firenze
FIRENZE. Protestano i camionisti, adesso anche gli agricoltori e i pescatori, ma il rincaro choc del carburante colpisce anche tanti altri pezzi del puzzle sociale. Ad esempio, gli enti del terzo settore che organizzano il volontariato e hanno spesso un ruolo chiave nella gestione di servizi di cura, comprese le ambulanze.
«Il caro carburante rischia di compromettere la capacità degli enti toscani del Terzo settore di garantire servizi essenziali alle persone, soprattutto a quelle più fragili. In base alle nostre stime, se i costi resteranno a questi livelli, queste nostre realtà potrebbero essere costretti a rinunciare al 20-21% dei servizi offerti ogni giorno». A lanciare l’allarme è Claudia Firenze, portavoce del Forum Terzo Settore Toscana: una galassia di sigle e un mondo indispensabile per far marciare tante nostre esistenze, visto che rappresenta 7.750 organizzazioni regionali attive nel volontariato, nella promozione e nella cooperazione sociale.
«È un rischio concreto – afferma – che richiede interventi tempestivi per evitare che le conseguenze dei rincari ricadano sulle organizzazioni e sui cittadini che ogni giorno si affidano al loro lavoro».
Il primo aspetto da affrontare è il peso che l’aumento dei carburanti ha sul costo della vita delle famiglie, dice la portavoce. «Gli spostamenti quotidiani, il lavoro e l’accesso ai servizi diventano più onerosi, con conseguenze particolarmente pesanti per chi dispone di risorse limitate. Per questo – spiega Claudia Firenze – chiediamo misure che contribuiscano a ridurre l’impatto dei rincari sui bilanci familiari, tutelando soprattutto le persone che si trovano già in condizioni di fragilità economica. Il rischio è che una spesa sempre più difficile da sostenere riduca ulteriormente le possibilità delle famiglie di far fronte ai bisogni quotidiani».
La portavoce mette poi l’accento sul boom dei costi che devono sostenere gli enti del Terzo settore per garantire le proprie attività: «Il carburante è indispensabile per molti servizi, dal trasporto delle persone con difficoltà motorie all’accompagnamento di anziani e cittadini fragili, fino alla distribuzione di aiuti e agli interventi di prossimità. Sono attività che richiedono risorse e continuità e che non possono essere ridimensionate senza conseguenze per chi ne usufruisce. Se le spese aumentano senza che gli enti possano contare su risorse aggiuntive, diventa sempre più difficile mantenere il livello delle prestazioni offerte alle comunità», nota la portavoce del Forum.
Claudia Firenze segnala che le difficoltà sono «ancora maggiori per le cooperative sociali che operano sulla base di contratti i cui corrispettivi, in alcuni casi, non sono più sufficienti a coprire i costi effettivi dei servizi. Gli aumenti rischiano così di aggravare squilibri economici già presenti, anche nell’ambito degli appalti pubblici». Aggiungendo poi: «Quando le risorse riconosciute non tengono conto dell’evoluzione dei costi – continua – la sostenibilità degli interventi viene messa in discussione e a pagarne le conseguenze possono essere gli operatori, le organizzazioni e le persone assistite».
Cosa chiedono gli enti del terzo settore? La portavoce indica l’esigenza di una «risposta articolata, che affianchi alle misure per alleggerire il peso del caro carburante sulle famiglie interventi specifici per sostenere gli enti del Terzo settore e garantire la continuità dei servizi». È necessario affrontare – sottolinea – anche «le situazioni di squilibrio contrattuale che mettono in difficoltà le cooperative sociali». Questa la sua conclusione: «Il nostro sistema di welfare territoriale si fonda su una rete di organizzazioni che risponde ogni giorno ai bisogni delle persone: non possiamo lasciare che l’aumento dei costi ne comprometta la capacità di intervento, riducendo le opportunità di assistenza e di sostegno proprio per chi ne ha più bisogno».











