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GENOVA: FESTIVAL SCIENZA

La barca delle scienziate incontra il fantasma di Magellano

Conferenza spettacolo per presentare una missione oceanica al femminile  

Lady Magellan, la barca a vela delle scienziate in missione nella traversata dell’Atlantico

GENOVA. Si intitola “Lady Magellan, quando la scienza va a gonfie vele” e già dal titolo si capisce che è un gioco di richiami sul filo del sogno e della realtà, del teatro e della scienza: con quel “lady” che lascia intuire la declinazione tutta al femminile e quel “Magellan” che rimanda a mito e storia di uno dei più grandi esploratori che abbiano navigato negli oceani dei secoli. Insomma, qualcosa di ben diverso da una conferenza con i relatori ingabbiati nella loro veste rassicurante di esperti, qualcosa di ben diverso da uno spettacolo con gli attori lì a fare i personaggi in cerca d’autore e di commedia.

La magica ibridazione dei due format è quel che promette la conferenza/spettacolo che nasce da un’idea di Cinzia Di Cianni e Paola Catapano. Si racconta che al largo delle isole Canarie, la barca a vela “Lady Magellan” incrocia la nave fantasma del grande navigatore portoghese Ferdinando Magellano: proprio in quelle acque, al servizio della corona spagnola, iniziava il suo viaggio verso l’ignoto. Non è finzione teatrale invece il fatto che la storica spedizione ha rappresentato la prima circumnavigazione del mappamondo: Magellano non riuscì a vederne la conclusione perché, com’è noto, venne assassinato in una delle isole filippine.

Non è finzione nemmeno la spedizione viva e reale che partirà fra qualche settimana da Las Palmas: protagonista la “Lady Magellan”, che con un equipaggio tutto al femminile parteciperà all’ “Atlantic Rally for Cruisers”, la più grande regata velica transatlantica del mondo. A bordo sei donne – scienziate, esploratrici e impegnate nel sociale, ma tutte ugualmente appassionate di vela – che vogliono affrontare questa sfida, come spiegano, per «promuovere la ricerca scientifica, la sostenibilità ambientale e un approccio femminile e collaborativo al sapere e al fare». Dunque: non solo una gara sportiva bensì una sorta di “scommessa” per «mostrare che la grande avventura si fa insieme, e inizia quando la scienza incontra il mare e il cielo».

Lady Magellan, la barca a vela delle scienziate in missione nella traversata dell’Atlantico

Il riferimento – viene sottolineato presentando la missione – è quello di «donne eroiche che in passato, sfidando le convenzioni del loro tempo, hanno affrontato in solitaria oceani e ghiacci, vette e deserti, spinte dal desiderio di esplorare terre ignote e di superare i propri limiti». Chi? Ad esempio, Jeanne Baret, la prima donna a circumnavigare il globo, costretta a travestirsi da uomo per imbarcarsi nella seconda metà del Settecento. Per dirne un altro paio: Louise Boyd, alla testa di spedizioni scientifiche in Groenlandia e nell’Artico (nel 1955 la prima donna a sorvolare il Polo Nord, oppure l’astronauta sovietica Valentina Tereškova, nel 1963 la prima donna a volare nel cosmo.

La conferenza spettacolo domenica 25 al festival della scienza

Sotto la regia di Cinzia Di Cianni, nel quadro del festival della scienza che sta tenendo banco a Genova – appuntamento a Palazzo Ducale, nella Sala del Minor Consiglio, domenica 25 ottobre ore 21 – saliranno sul palco Paola Catapano e Meganne Christian, l’una e l’altra nei panni di loro stesse.

  • Paola Catapano: skipper e armatrice di “Lady Magellan”, giornalista che ha lavorato come comunicatrice scientifica al Cern di Ginevra, è un’appassionata velista dall’età di 12 anni. Ma anche esploratrice che ha partecipato a spedizioni scientifiche nell’Artico e nell’Antartide: nel 2018 ha organizzato la spedizione Polarquest a bordo del veliero ecosostenibile Nanuq, per arrivare oltre il Circolo Polare Artico alla banchisa polare, fino al luogo del primo sos lanciato dai sopravvissuti all’incidente del dirigibile Italia, proprio nel 90° anniversario della sua scomparsa.
  • Meganne Christian: è astronauta che fa parte della “riserva” dell’Agenzia Spaziale Europea e responsabile di missione; alle spalle una laurea in ingegneria e un dottorato di ricerca in chimica industriale in un ateneo gallese, per quasi un decennio ricercatrice in scienze dei materiali al Cnr di Bologna.

Dietro le quinte, a tirar le fila dell’evento sulla sedia della regista (e nello spunto dell’idea iniziale) c’è la mano di

  • Cinzia di Cianni: giornalista professionista e autrice radiotelevisiva, ha lavorato per trent’anni in Rai tra Roma e Torino, partecipando a numerosi programmi di approfondimento culturale e scientifico, tra cui “Leonardo”; ha pubblicato con Mondadori e Giunti.

Nei panni del fantasma di Magellano un attore livornese

Sul palcoscenico in realtà c’è qualcun altro, e qui salta fuori la finzione e il ruolo dell’attore:

  • Davide Niccolini, attore livornese, curriculum di collaborazioni con il Teatro Nazionale di Genova, Pilar Ternera e il Nuovo Teatro delle Commedie, ha il compito di dare corpo e anima al fantasma di Magellano

A far da contrappunto alla narrazione, sotto il segno delle sette note, interverranno tre musicisti del conservatorio Niccolò Paganini di Genova: stiamo parlando di Francesca Greco (soprano e clavicembalo), Gianluca Peirano e Nicolò Di Giorgi (chitarra), che eseguiranno alcuni brani di musica spagnola del Seicento.

Paola Catapano, protagonista della conferenza spettacolo a Genova e della missione di Lady Magellan nell’Oceano

Ma usciamo dalle quinte di scena e torniamo in mare per raccontare qualcosa di più di questa missione senza uguali che porta il nome di “Lady Magellan”. Vale la pena di ricordare i nomi delle altre protagoniste di quest’avventura marinara in mezzo all’Atlantico, oltre a Paola Catapano e Meganne Christian che abbiamo già presentato. Ecco:

  • Helen Morris: avvocata irlandese specializzata in diritto internazionale, in campo per la tutela dei rifugiati (ma anche, in nome della passione per la vela, contro l’inquinamento marino, in particolare contro le microplastiche in Antartide);
  • Elena Gazzarrini: italiana, alle spalle un master in fisica al King’s College di Londra e un lavoro come sviluppatrice di software al Cern di Ginevra, si occupa di divulgazione scientifica e realizzazione di mostre in ambito scientifico.
  • Maria Quiroga: medico e neuroscienziata spagnola (ma anche triatleta e velista), studia gli effetti del cambiamento climatico sulla salute mentale;
  • Louna Fernandez: skipper e istruttrice di vela basata a Marsiglia, ha un forte impegno sul fronte delle cause ecologiche e sociali, meglio se incarnati in progetti sostenibili declinati al femminile.

In barca a vela sotto il segno della scienza partecipativa

C’è dell’altro. Durante un mese della tradizionale traversata atlantica di 2.700 miglia nautiche dall’isola di Gran Canaria fino a Rodney Bay, l’equipaggio – viene fatto rilevare – raccoglierà «dati ambientali che saranno utilizzati da alcuni progetti scientifici: dal campionamento delle microplastiche, al rilevamento dei raggi cosmici alla mappatura delle foche monache attraverso la raccolta del Dna ambientale. Con uno stile partecipativo che è alla base della “citizen science”, cioè la “scienza partecipativa” che vede il coinvolgimento dei semplici cittadini (non studiosi professionali) per moltiplicare gli “occhi” e allargare la rilevazione di dati in modo che va oltre gli standard necessariamente limitati di un progetto ufficiale di ricerca tradizionale.

«Con la sua prima eccezionale spedizione a vela, la “Polarquest2018”, Paola Catapano – viene evidenziato illustrando l’iniziativa – ha inaugurato un approccio innovativo alla ricerca marina e oceanica: sfruttando i vantaggi di piccole imbarcazioni a vela sostenibili, dotate di strumenti di ricerca a basso costo e di tecnologie “open source”, ha reso l’esplorazione scientifica inclusiva e accessibile a tutti».

Vale la pena di ricordare che il “Lady Magellan” è una barca a vela veloce di 14 metri e 18 tonnellate: è costruita con materiali compositi e dotata di un albero in carbonio, zavorra ad acqua e chiglia idraulica. Tutto questo le consente di navigare fino a 15 nodi di velocità. Per la durata della regata l’equipaggio di “Lady Magellan” si collegherà  con alcune scolaresche in tutta Europa (link: https://cernandsocietyfoundation.cern/projects/timepixschool).

È da aggiungere che, al largo delle coste iberiche, l’equipaggio dovrò vedersela con un gruppo di una trentina di orche che da almeno otto anni è presente in zona e «interagisce regolarmente le imbarcazioni che transitano in queste acque, proprio lungo le coste di Spagna e Portogallo, dallo Stretto di Gibilterra alla Galizia, arrecando gravi danni soprattutto ai timoni». Negli ultimi sette anni si sono registrati «oltre 700 attacchi». Dietro questi episodi, secondo quanto viene riferito, c’è forse l’intenzione di una azione di vendetta forse «un gioco appreso per imitazione sociale nei confronti di alcune mitiche femmine adulte, le capobranco».

Mauro Zucchelli

Pubblicato il
24 Ottobre 2026
di MAURO ZUCCHELLI

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