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L’ELBA E LE ALTRE ISOLE

Bando traghetti, una sola offerta: a un passo dall’aggiudicazione

La Regione: come far quadrare i conti con i costi-boom del carburante

Traghetto Toremar in navigazione nell’Arcipelago Toscano

FIRENZE. «Traghetti Elba e Arcipelago, gara verso il traguardo»: così sta scritto nelle news sul giornale online dell’Authority livornese. In realtà, non è altro che il comunicato della Regione Toscana preso pari pari. Ma nell’organo ufficiale della giunta regionale la titolazione era assai più cautelosa: «Continuità territoriale marittima, la Regione al lavoro per il nuovo affidamento». Ma hanno ragione a Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale labronica se davvero a Firenze presteranno fede a quel che scrivono: «Il nuovo contratto dovrà partire dal 1° gennaio 2027». E poco più innanzi: si sta «portando a compimento un lavoro complesso e articolato per garantire il futuro della continuità territoriale marittima dell’Arcipelago Toscano». Cosa manca ancora? L’ultimo pezzetto dell’equazione, e ha a che fare con l’altalena dei prezzi energetici causata dai guai di Hormuz…

Non viene indicata una data precisa ma anche la nota ufficiale della Regione Toscana dice che siamo “alle porte con i sassi”, come da vecchio detto popolare toscano: «La procedura per il nuovo affidamento dei collegamenti marittimi è nella fase conclusiva». Più specificatamente: «La commissione giudicatrice ha formulato la proposta di aggiudicazione, i controlli previsti dal Codice dei contratti pubblici hanno avuto esito positivo». Cosa resta ancora da fare? Gli uffici regionali sono al lavoro per «la corretta valorizzazione della componente carburante, alla luce degli straordinari aumenti registrati negli ultimi mesi».

Bando da 192 milioni (e tutte le cifre intorno)

Del resto, non stiamo parlando di briciole: è in ballo – viene sottolineato – un investimento regionale di «circa 192,7 milioni di euro». E la spinosa questione dei rincari boom del carburante deve andare di pari passo con un altro obiettivo evidente: tutelare le tariffe agevolate per i residenti e non tagliare i servizi.

Gli uffici regionali prendono la palla al balzo anche per chiarire un aspetto: il contributo regionale è di «192,7 milioni di contributo regionale oltre al finanziamento nazionale», quindi circa 16 milioni di euro all’anno (al netto dell’Iva). Perciò: viene puntualizzato che «i 789 milioni di euro indicati nel bando rappresentano il valore complessivo stimato della concessione e comprendono sia il contributo pubblico sia gli incassi previsti dalla vendita dei biglietti nell’arco della durata contrattuale».

Il “bando traghetti” ha alle spalle una lunga storia: è stato pubblicato nel giugno dello scorso anno, «dopo un lungo lavoro preparatorio e un confronto strutturato con i territori interessati». Un confronto come? Articolato in «ben nove incontri» nell’autunno di tre anni fa, «coinvolgendo tutti i sottobacini interessati: Capraia, Elba e Giglio, oltre a Piombino». Al confronto hanno partecipato il Comune di Capraia, il Comune dell’Isola del Giglio, i Comuni di Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Portoferraio e Rio, gli stakeholder dell’Ambito Elba e di Portoferraio, l’Authority del Mar Tirreno Settentrionale, l’Autorità Portuale Regionale e gli Uffici Locali Marittimi della Guardia Costiera dell’Isola del Giglio e di Porto Santo Stefano. Con tanto di presentazione ufficiale nel luglio dello scorso anno: le osservazioni e le esigenze emerse durante gli incontri «hanno determinato modifiche anche sostanziali rispetto all’impostazione iniziale della procedura».

In lizza un unico operatore

Nel dicembre dell’anno passato sono scaduti i termini entro i quali gli operatori potevano farsi avanti: viene reso noto il fatto che «alla procedura ha partecipato un unico operatore», dice “Toscana notizie”. Fonti di stampa, nello specifico il quotidiano “Il Tirreno”, indicano come indiscrezione la possibilità che si tratti della vecchia compagnia uscente “Toremar”.

Tanto tempo è già passato da allora? Dalla Regione spiegano che sui tempi dell’istruttoria pesano «la complessità dell’affidamento e la consistenza della documentazione richiesta»: nel bando sono previsti non solo requisiti specifici me anche elementi “premianti” e la richiesta di alcuni chiarimenti ha portato a «un fisiologico allungamento dei tempi».

La spinosa bega dei rincari record del carburante

Si è arrivati alla proposta di aggiudicazione: hanno dato esito positivo i controlli in base al Codice degli Appalti. Probabile però che a farsi sentire sia soprattutto l’esigenza di mettere nel computo qualcosa che tenga conto dei forti rincari dei carburanti: d’altronde, è quanto ammette la stessa Regione quando dice che si «sta ora lavorando alla corretta valorizzazione della componente carburante». C’è dietro una duplice ragione: l’imprevedibilità della chiusura dello Stretto di Hormuz (e degli effetti sull’impennata dei prezzi energetici) al momento in cui è stato elaborato e messo in pista il bando; l’esigenza di valutare ingranaggi procedurali per aggiornare in extremis i prezzi.

«Non si tratta di riaprire la gara né di modificarne le condizioni, ma – si tiene a mettere in evidenza – di applicare gli strumenti previsti dalla procedura per affrontare una situazione sopravvenuta, che ha cambiato in maniera significativa il quadro dei costi». Da Firenze lo definiscono «un lavoro tecnico ed economico necessario prima di poter procedere all’aggiudicazione definitiva e alla firma del contratto».

I diritti degli isolani e gli enti che tirano fuori i soldi

La continuità territoriale marittima – cioè i collegamenti via nave per rendere le isole meno isole, e assicurare l’esigibilità dei diritti dei cittadini – è pagata con fondi nazionali ma solo in parte, il resto ce lo mette la Regione:«Nessuna risorsa aggiuntiva per il servizio viene invece messa a disposizione dagli enti locali, dalla Provincia o dai Comuni», viene ribadito. Il punto è proprio questo: di fronte ai costi extra derivanti dai carburanti alle stelle, chi li tira fuori? La Regione Toscana lo spiega dritto per dritto: «A fronte dell’aumento dei carburanti non è intervenuta un’analoga misura nazionale di mitigazione specificamente destinata a compensare gli effetti sui servizi di continuità territoriale marittima».

Ma la forbiciata ai servizi pubblici no

La Regione si ritrova con il cerino in mano: come affrontare questa nuova situazione? Questo vale tanto rispetto al servizio attuale quanto per il nuovo affidamento. In gioco diverse possibilità: ad esempio, un eventuale rafforzamento delle risorse disponibili o, in tempi di “vacche magre”, una qualche soluzione alternativa che sia «compatibile con il quadro normativo ed economico della procedura»

La Regione mette nel ventaglio degli elementi della propria valutazione anche «l’eventualità, nella prossima variazione che dovrà essere adottata a novembre, di prevedere eventuali ulteriori risorse per il servizio per il 2027 e per il 2028». Lo scopo è chiaro: cercare una «risposta sostenibile all’aumento dei costi, senza compromettere l’equilibrio del servizio e senza trasferire sui cittadini il peso delle nuove dinamiche internazionali».

In astratto, sarebbe semplice e l’abbiamo visto spesso un po’ ovunque: forbiciate ai servizi, e vai. Qui no, dice la Regione mettendo come bussola l’idea di «mantenere le tariffe agevolate per i residenti dell’Arcipelago Toscano ed evitare riduzioni dei servizi». Questo genere di “paletti” deriva dalla considerazione-base che «la continuità territoriale non è un servizio ordinario: rappresenta – viene messo in risalto – una condizione essenziale per garantire ai cittadini delle isole l’accesso al lavoro, alla scuola, alla sanità e ai servizi, oltre a sostenere le attività economiche e turistiche dei territori».

Queste le date, comunque sia niente interruzioni

Vedi alla voce: le date. Da Firenze si torna a ribadire che «l’attuale affidamento-ponte è in scadenza il 31 dicembre prossimo» e che la scelta della Regione è far entrare in vigore il nuovo contratto di servizio l’indomani, cioè «dal 1° gennaio 2027, assicurando il passaggio senza interruzioni». Comunque sia, qualunque cosa succeda, la Regione ripete che la continuità territoriale e i servizi essenziali per l’Arcipelago Toscano «resteranno comunque sempre totalmente garantiti».

Relativamente ai lavoratori, la Regione insiste sul fatto che nel bando c’è la clausola sociale: è previsto che il personale sia riassorbito da parte del soggetto subentrante e che sia mantenuta la contrattazione di secondo livello. In particolare, sono state inserite due garanzie fondamentali chieste dai sindacati prima del bando:

  • il mantenimento della turnistica di due settimane a bordo e due settimane a terra
  • il mantenimento del regime di “continuità del rapporto di lavoro” (Crl) per il personale navigante.

È stato reso noto che l’azienda in lizza ha «già formalmente confermato nella propria offerta la volontà di mantenere entrambi gli istituti». Non è tutto: il 17 e 18 novembre si terranno incontri con i sindacati.

Quali sono i passaggi previsti adesso?

Terminata la fase di aggiudicazione, sarà aperto un tavolo permanente di confronto sulla continuità territoriale: saranno coinvolte le rappresentanze politiche e sociali e riconvocato a cadenze fisse anche l’Osservatorio come «sede stabile di monitoraggio delle criticità e di confronto sulle proposte e sulle soluzioni». La Regione avverte: la fine della gara «non rappresenterà la fine del confronto con i territori», semmai l’avvio di una nuova fase. Proseguendo cioè il dialogo – viene rimarcato – «con le amministrazioni locali, le organizzazioni sindacali, le associazioni e tutti i soggetti interessati». In questo caso la finalità sarà evidente:

  • monitorare l’effettiva qualità del servizio,
  • affrontare le questioni che dovessero emergere,
  • valutare gli interventi migliorativi possibili nell’ambito del nuovo contratto.

La parola ai protagonisti

Così il commento di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana: «La continuità territoriale dell’Arcipelago Toscano è una priorità per la Regione Toscana e un impegno che intendiamo portare avanti con determinazione. Parliamo di un diritto fondamentale per chi vive nelle isole e di una condizione essenziale per il loro sviluppo. La Regione sta facendo la propria parte, con un investimento importante e un lavoro costante per garantire collegamenti, servizi e opportunità. Vogliamo guardare al futuro dell’Arcipelago con una prospettiva di maggiore qualità, efficienza e integrazione territoriale».

Questa la dichiarazione di Filippo Boni, assessore regionale ai trasporti: «Abbiamo costruito il nuovo affidamento attraverso un lungo confronto con i territori, tutelando il lavoro e definendo un impegno economico importante. Ora siamo impegnati a individuare le soluzioni più adeguate per affrontare l’aumento dei costi dei carburanti, determinato dalla guerra in Medio Oriente e non accompagnato da specifiche misure di sostegno pubblico. Stiamo valutando tutte le possibilità, con un obiettivo preciso: mantenere le agevolazioni per i residenti, non tagliare i collegamenti e garantire la continuità del servizio. La conclusione della gara sarà l’inizio di una nuova fase di confronto e miglioramento, insieme alle comunità insulari».

Pubblicato il
4 Novembre 2026

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