Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Giglio, crescono dubbi e timori

ISOLA DEL GIGLIO – Sul drammatico relitto della “Costa Concordia” missione conclusa per Smit & Neri, missione avviata per Titan & Micoperi. In questi giorni se n’è parlato molto sulla stampa quotidiana, cogliendo il senso di riconoscenza degli isolani verso il team degli olandesi e dei livornesi che hanno “ripulito” i serbatoi del relitto della quasi totalità del bunker. Qualche polemica è invece in corso sull’isola per la decisione di Micoperi di alloggiare il proprio personale e quello dell’americana Titan su navi-albergo invece di usufruire delle strutture turistiche locali.

[hidepost]

Ma la vera sfida comincia adesso, perchè il progetto giudicato vincitore per la rimozione del relitto presenta aspetti di una delicatezza enorme. Tanto che fioriscono sul web le considerazioni tecniche o pseudo-tecniche sia in chiave critica che di apprezzamento. Il punto più controverso dell’operazione è sul fatto che il relitto viene considerato dal team Titan-Micoperi come un monolite da rovesciare e rimettere in galleggiamento intero malgrado da più ispezioni risulti ormai che lo scafo ha ceduto, che le sovrastrutture sono svirgolate e in più punti fratturate e che tenere il tutto insieme richiederà oltre a un’eccezionale capacità tecnica delle due imprese anche una buona dose di fortuna (o di miracoli). Se il relitto dovesse infatti spezzarsi durante le operazioni di raddrizzamento o di sollevamento, sarebbe estremamente difficile evitare forti danni ambientali proprio davanti al porticciolo del Giglio: oltre all’ovvio prolungarsi delle operazioni di recupero visto che i tronconi finirebbero su fondali ben meno accessibili dell’attuale.

Che il recupero della “Costa Concordia” sia una sfida al limite del possibile si sa bene in tutti gli ambienti che operano nei salvataggi marittimi: non ci sono precedenti di queste dimensioni e specialmente nelle vicinanze di una zona così fortemente turistica come il Giglio. Le variabili possibili, specie in senso catastrofico, sono molteplici: e potrebbero cominciare già al momento di fissare il relitto con i cavi che dovrebbero trattenerne lo scivolamento verso il fondale, perchè non ci sono parti strutturali del relitto che diano la piena sicurezza di “tenere” i cavi. Insomma, è tutta una sfida nella sfida.

Non si parla più, almeno per il momento, del “dopo” recupero: cioè di dove e come sarebbe rimorchiato il relitto per la sua demolizione. E si sfuma anche sul “quantum” della costruzione dei cassoni di rigalleggiamento che spetterebbe ai Nuovi cantieri di Apuania, che hanno fame di lavoro. In quanto al bacino di carenaggio livornese, è calato il silenzio più assoluto. La politica insomma s’è presa un momento di tregua: in attesa – è speranza vana? – di capirne di più sugli aspetti tecnici e sulle difficoltà operative.

[/hidepost]

Pubblicato il
2 Giugno 2012

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio