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AMBIENTE

La sostenibilità ambientale del pallone sotto esame con il Sant’Anna

L’indagine dell’istituto pisano ha coinvolto anche il club di Diego Milito

Alessio Novi, studioso del Sant’Anna di Pisa, e Diego Milito, ex attaccante dell’Inter e ora presidente del Racing, si scambiano le maglie-ricordo

PISA. Cosa c’entra la sostenibilità con i calciatori del Real Betis Balompié o del Malmö,  del Racing Club de Avellaneda o magari della federazione calcistica romena? E soprattutto cosa c’entra il “Principe” Diego Milito, fuoriclasse in maglia interista nell’anno del “Triplete”, con gli studiosi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa? Tutto quadra, e sta dentro il progetto “Free Kicks”: significa “calci di punizione” ma in  realtà è le lettere sono la sigla di un progetto che vuol far marciare anche nel calcio la scelta della transizione “verde”. Lo co-finanzia l’Unione europea e lo guida il prof. Tiberio Daddi (Istituto di management della Scuola Superiore Sant’Anna): la presenza del Laboratorio di “management della sostenibilità” è servito a dare la garanzia di «un approccio scientifico e metodologico solido, basato sulla misurazione degli impatti e sull’integrazione di principi di economia circolare e gestione ambientale nel mondo del calcio».

Secondo quanto raccontano dal Sant’Anna, il progetto ha conseguito «tutti gli obiettivi dichiarati» ed è arrivato a «coinvolgere direttamente ed indirettamente più di due milioni di persone».

Il frutto delle analisi è stato presentato in una conferenza che a Londra ha visto la presenza dei rappresentanti dei club calcistici e delle istituzioni partner del progetto, oltre a Emilien Gasc, Cch nella delegazione Ue nel Regno Unito è consigliere per clima e ambiente.

Sono state messe a punto le “analisi del ciclo di vita” (Lca) di una partita di calcio: e questo ha permesso di valutare «non solo gli impatti sul cambiamento climatico, ma su tutti gli impatti ambientali», determinando . per la prima volta anche una griglia di dati di riferimento che costituiscono l’impatto a livello medio per una partita di calcio. Sono state ottenute le certificazioni Emas in modo che i club coinvolti «analizzino, gestiscano, monitorino i propri impatti ambientali in maniera adeguata e che si impegnino annualmente nel miglioramento delle proprie prestazioni ambientali» (anche con lo sviluppo di linee guida operative e strumenti pratici e con attività di formazione e sensibilizzazione rivolte a dirigenti, staff e tifosi in nome di «una cultura sportiva più sostenibile»).

Il ricercatore Alessio Novi alla conferenza londinese in cui ha relazionato sul progetto “Free Kicks”

È da aggiungere che Alessio Novi, ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna, ha visitato il Racing Club, società calcistica argentina di Avellaneda, con un duplice scopo: da un lato, monitorare «le attività realizzate nell’ambito del progetto»; dall’altro, verificare «l’attuazione delle azioni di sostenibilità ambientale». Si sono susseguiti numerosi incontri: la visita al nuovo centro di allenamento di Ezeiza; l’incontro con gli soggetti locali coinvolti («per discutere le strategie di gestione ambientale del club»; la formazione dedicata ai dipendenti per divulgare buone pratiche di sostenibilità e di gestione dei rifiuti; l’incontro con studenti universitari che avevano partecipato in precedenza a eventi legati al progetto; la visita alla nuova scuola di Avellaneda che si occupa del vivaio.

In particolare, si è osservato direttamente come implementare le azioni di sostenibilità in occasione dell’evento sportivo com’è stata la partita Racing-Independiente: il ricercatore ha visto il lavoro dei volontari utilizzati come “guardie ambientali” per promuovere comportamenti sostenibili all’interno dello stadio.

Diego Milito nel giorno dell’annuncio del suo incarico al timone del Racing come presidente

Già, ma Diego Milito? È lui il presidente del club argentino, che si è impegnato a promuovere allo stadio messaggi ambientali sugli schermi e l’utilizzo di isole ecologiche per la raccolta differenziata dentro l’impianto. Non sarà come vincere la Champions League (nel 2010) ma quasi: e il pianeta gliene renderà merito ancor maggiore.

Pubblicato il
14 Ottobre 2025

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