Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
UNIVERSITÀ DI PISA

Questa è l’intelligenza artificiale che sta dalla parte dei lavoratori

Così il sistema evita gli incidenti sul lavoro: è installabile anche su macchinari esistenti

Il gruppo di lavoro dell’università di Pisa composto, da sinistra, da Andrea Motroni, Marco Palumbo, Paolo Bolettieri, Paolo Nepa, Roberto Gabbrielli, Emanuele Tavanti

PISA. L’intelligenza artificiale ne combina di tutti i colori, soprattutto rischia di incorporare in macchinari e software buona parte delle mansioni e dunque esser vista dai lavoratori come un nemico giurato. Ma stavolta no: “Aisafety” è il nome del progetto dell’Università di Pisa che mette in campo «un sistema di supervisione che combina sensori, telecamere e intelligenza artificiale per la sicurezza dei lavoratori addetti a macchine e sistemi produttivi», come è stato detto nella presentazione. La prova al Polo Tecnologico di Navacchio (Pisa) dove il test è stato compiuto su un piccolo sistema produttivo, composto da un tornio e un robot, sul quale è stato dimostrato il nuovo sistema.

L’hanno definito come un “sistema smart integrato basato sull’intelligenza artificiale per la gestione della sicurezza degli operatori in processi di produzione”: il progetto mette insieme i finanziamenti dell’Inail nell’ambito dei bandi Bric e si avvale della collaborazione degli atenei di Pisa e di Perugia con il Cnr.

«In ambito industriale – queste le parole di Paolo Nepa, docente di ingegneria nel settore dei campi elettromagnetici all’Università di Pisa – molti degli infortuni degli operatori addetti all’uso delle macchine sono legati in qualche modo al comportamento dell’utilizzatore. “Aisafety” si può integrare anche su macchinari già esistenti per ridurre i rischi legati ad errori e manomissioni da parte degli operatori e consentire loro di lavorare in sicurezza».

Sono state integrate diverse tecnologie per poter predisporre un dispositivo efficiente: ad esempio, i ricercatori hanno utilizzato «un sistema a radiofrequenza in grado di rilevare le posizioni di persone e oggetti, la visione artificiale per osservare e analizzare l’area di lavoro e la macchina, infine un modulo di intelligenza artificiale, che raccoglie i dati dai primi due e identifica potenziali situazioni di rischio per il personale legati ad errori e manomissioni».

«In caso di rischio – è la sottolineatura di Roberto Gabbrielli, docente di impianti industriali meccanici all’Università di Pisa e coordinatore del progetto – il modulo di intelligenza artificiale attiva comandi di arresto sul sistema di produzione per porlo in uno stato sicuro. Il sistema di supervisione invia anche notifiche ai lavoratori sugli smartphone, consigliando loro di non procedere con la produzione per ridurre il rischio a cui possono essere esposti».

Pubblicato il
3 Dicembre 2025

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio