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LIVORNO

La “nuova” Fortezza Vecchia da riportare in mezzo all’acqua

Il passo decisivo: l’Authority dà a Porto Immobiliare la concessione su quel tratto di mare

Una veduta dall’alto della zona interessata a questa trasformazione in programma nel porto di Livorno: la freccia arancio indica il piazzale da eliminare e trasformare; la freccia bianca indica lo specchio acqueo da affidare in concessione alla Porto Immobiliare srl

LIVORNO. Fa il passo in avanti decisivo il progetto di riportare in acqua la Fortezza Vecchia con l’eliminazione del brutto piazzalone di cemento che sul lato nord la attacca alla viabilità interna del varco portuale in direzione di Calata Sgarallino o del terminal crociere. L’Authority livornese di Palazzo Rosciano ha annunciato per martedì 9 «la firma dell’atto di concessione che sancisce l’affidamento alla Porto Immobiliare srl dello specchio acqueo che va dal Ponte di Santa Trinita al Varco Fortezza».

La Porto Immobiliare srl, guidata da Lorenzo Riposati, è la società che è stata esclusa dalla privatizzazione del porto passeggeri (Porto 2000) ed è rimasta in mano all’Autorità di Sistema Portuale (qualcosina più del 72%) e della Camera di Commercio (un po’ meno del 28%). L’istituzione portuale livornese lo definisce «un passaggio fondamentale per l’avvio dei lavori che consentiranno al manufatto mediceo di tornare in acqua».

In effetti, la Porto Immobiliare deve avere la titolarità ad operare in quello spazio che è in parte costituito dal lato a terra ma coinvolge anche una parte dello specchio acqueo.

Il progetto per “riportare in acqua”, come dicono i tecnici, l’antico fortilizio mediceo è al centro dell’attenzione già da tempo: anche la Gazzetta Marittima ne ha dato conto nei mesi scorsi mettendo in vetrina la portata di questa novità. Niente di particolarmente rivoluzionario, ma l’identikit architettonico del progetto punta non solo a ripristinare l’acqua tutt’attorno alla Fortezza così da farla “abbracciare” nuovamente dal mare: l’obiettivo è anche quello di consentire di restituirla alla piena visibilità lato città.

Ecco il rendering del progetto di ripristino dell’acquaticità della Fortezza Vecchia di Livorno

Il progetto lo abbiamo raccontato qui in maniera dettagliata: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima

In realtà, questo è solo un tassello di una trasformazione ben più grande. Basta mettere in fila i tasselli: a cominciare dal nuovo porto turistico: con la nuova accessibilità al Molo Mediceo da via Edda Fagni (cantiere Azimut Benetti). Non solo: proprio al Molo Mediceo c’è il Forte della Bocca – altro fortilizio, stavolta seicentesco – realizzato a protezione militare dell’imboccatura del Porto Mediceo. Anche i livornesi non l’hanno praticamente mai visto: l’Authority ne ha iniziato già da anni il recupero. Offre ambienti estremamente suggestivi, come ad esempio la galleria dei fucilieri: un susseguirsi di piccole aperture nel fianco della fortificazione dalle quali la guarnigione potesse sparare a eventuali aggressori. E non è tutto: sull’altro lato del Porto Mediceo campeggia la sagoma dell’ex silos, un prodigio di architettura industriale di inizio Novecento. Più ancora: alle spalle dei ponte di Santa Trinita, ecco gli ex Pubblici Macelli del Forte di San Pietro d’Alcantara e, accanto, l’area occupata ora dal depuratore del Rivellino, destinato a essere trasferito altrove.

Si potrebbe mettere nel conto anche il progetto della nuova stazione marittima, che dovrebbe essere realizzata da chi ha vinto il bando della privatizzazione: non un capannone con quattro poltroncine, stiamo parlando di una idea da 90 milioni di euro rimasta per ora a galleggiare per via di un lunghissimo braccio di ferro giudiziario. Ecco, come si vede di carne sul fuoco ce ne potrebbe essere parecchia: abbastanza per ammodernare il volto della città proprio là dove si dice di voler puntare, il rapporto con il mare.

Bob Cremonesi

In color acquamarina vengono evidenziate le zone già in possesso della Porto Immobiliare. Adesso c’è da affidarle la concessione dello specchio acqueo adiacente

Pubblicato il
6 Dicembre 2025
di BOB CREMONESI

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