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UNIVERSITÀ: SOS MEDICINA

Semestre filtro, gli atenei toscani allargano le maglie previste dal ministero

L’assessore regionale: bisogna ripensare la riforma del numero chiuso

Il test di medicina negli anni scorsi all’Università di Firenze

FIRENZE. Ben venga l’atteggiamento che le università toscane hanno mostrato sul “semestre filtro”: a dirlo è l’assessore regionale Cristina Manetti di fronte alle modalità con cui gli atenei hanno deciso di attivare corsi di recupero per le studentesse e gli studenti. La definisce «una scelta di buon senso, che corregge gli effetti delle indicazioni del ministero sul numero chiuso, poco attente alla realtà dei percorsi universitari». Aggiungendo poi: «È evidente che il sistema del numero chiuso va rivisto, così com’è penalizza il diritto allo studio e scarica sui giovani e sulle loro famiglie il peso di scelte sbagliate fatte dal governo».

Oggi giovedì 8 gennaio è il momento della verità: sulla piattaforma Universitaly è in preventivo la pubblicazione delle graduatorie nazionali di medicina e odontoiatria per l’anno accademico 2025-2026. A giudizio di Manetti è indispensabile aprire «una riflessione seria e condivisa con le Università sulla riforma del numero chiuso»: occorre – afferma –  che «tenga insieme qualità della formazione, sostenibilità del sistema universitario e tutela del diritto allo studio, mettendo al centro il futuro di migliaia di studenti».

Si è rivelato in concreto assai problematico l’impatto reale del “semestre filtro” e delle relative novità connesse su come il ministero dell’università ha impostato l’uscita dall’era del numero  chiuso nell’accesso a facoltà come medicina che avevano il numero chiuso: un pateracchio che ha mandato in tilt centinaia se non migliaia di studenti in ogni ateneo.

Ad esempio, l’università di Firenze ha messo in pista «un piano straordinario di misure a sostegno degli studenti che, dopo aver partecipato alle prove del semestre aperto per medicina, sono chiamati al recupero dei crediti o non sono in graduatoria». Di cosa si tratta? Sono previsti in gennaio «percorsi di 12 ore per il consolidamento delle conoscenze in chimica, biologia e fisica, integrati da attività di “peer tutoring” con studenti senior, e l’accesso a materiali didattici su piattaforme e-learning». Nella fattispecie, per chi deve recuperare i debiti formativi sono stati fissati tre appelli (29 gennaio, 12 e 26 febbraio): «uno in più rispetto alle indicazioni ministeriali», tiene a specificare l’ateneo fiorentino. Aggiungendo poi: «Gli studenti che sceglieranno di immatricolarsi presso altri corsi dell’Ateneo potranno inoltre contare su appelli d’esame dedicati e attività di accoglienza specifiche».

Altri tasselli di questi provvedimenti per aiutare gli studenti interessati a proseguire gli studi universitari:

  • le iscrizioni ai corsi ad accesso libero restano aperte senza oneri di mora fino al 6 marzo,
  • dal 19 gennaio riaprono i bandi per 8 corsi a numero programmato locale, tra cui biotecnologie, chimica e tecnologia farmaceutiche, farmacia, scienze biologiche: i posti sono stati aumentati del 20% rispetto alla programmazione iniziale.
  • per guidare ciascuno studente a fare la scelta migliore, verrà inviato un questionario finalizzato a strutturare colloqui di orientamento personalizzati, sia individuali che di gruppo.

A Pisa, invece, come già riferito, è stato annunciato che dal 19 gennaio partiranno i corsi di recupero del “semestre filtro” predisposti dall’ateneo. Con una scelta che «va oltre a quanto previsto dal ministero»: i corsi sono stati aperti «anche a chi ha totalizzato zero crediti al semestre filtro».

Del resto, gli zero crediti è un caso che riguarda non molto meno di due studenti su tre. Le cifre dell’esito del “semestre filtro” a Pisa sono queste:

  • 230 studentesse e studenti hanno superato tutte e tre le prove (13,2%),
  • 255 che ne hanno superate due (14,6%),
  • 260 una sola (14,9%),
  • 997 non hanno maturato crediti (57,3%).

Dunque, stiamo parlando di un provvedimento che, allargando la platea, va a includere poco meno di due alunni su tre, quelli rimasti a zero.

Dopo le immatricolazioni degli studenti ammessi in seguito alla pubblicazione della graduatoria nazionale, per tutti gli altri corsi di studio le immatricolazioni sono aperte e la scadenza è prorogata al 6 marzo prossimo.

Ma ecco intanto nel dettaglio le informazioni sui corsi di recupero per biologia, chimica e fisica. Le lezioni si svolgono dal 19 al 28 gennaio presso l’aula magna del Polo Carmignani («con possibilità di frequenza, consigliata ma non obbligatoria, anche da remoto»). Per ogni materia – viene sottolineato – sono previste 16 ore di lezioni che saranno tenute da docenti del “semestre filtro”.

È da aggiungere che gli esami riservati a coloro che sono stati ammessi con debiti formativi a medicina, odontoiatria e veterinaria e corsi affini consisteranno in un test a risposta multipla di 31 quesiti. Il tempo a disposizione per ogni prova sarà di un’ora e quindici minuti e la valutazione sarà espressa in trentesimi. Non è richiesta l’accettazione del voto e, nel caso di più tentativi, verrà automaticamente verbalizzato il risultato migliore. Il calendario degli appelli prevede fisica il 6, 20 e 24 febbraio e biologia e chimica il 7, 21 e 25 febbraio. Per gli iscritti con zero crediti l’ateneo annuncia che organizzerà sessioni di esame dedicate.

Ecco la dichiarazione della rettrice dell’Università di Firenze, Alessandra Petrucci: «Vogliamo che gli studenti non si sentano soli in questa fase di transizione e che vivano il “semestre aperto” non come un traguardo mancato, ma come una solida base di partenza». Aggiungendo poi: «In questo quadro, abbiamo pensato di riaprire i bandi di alcuni dei corsi di laurea affini per dare già da quest’anno un’ulteriore possibilità di accedere a un percorso di formazione in ambito biomedico. Siamo impegnati a valorizzare il tempo e le energie che questi giovani hanno investito nello studio, offrendo loro percorsi concreti e supporto costante affinché possano proseguire il proprio cammino universitario con fiducia e nuove prospettive».

Queste le parole del rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi: «Con questa apertura vogliamo offrire un’opportunità concreta a quasi mille ragazze e ragazzi. L’obiettivo è evitare che i mesi di studio appena trascorsi risultino persi e consentire di valorizzare il percorso svolto. Anche se non hanno passato il “semestre filtro”, studentesse e studenti potranno utilizzare i crediti che conseguiranno per proseguire gli studi all’Università di Pisa in altre materie».

Pubblicato il
8 Gennaio 2026

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