Ai raggi x l’impatto dello sci nella gestione della biodiversità
La Scuola Sant'Anna fra i protagonisti del progetto internazionale

Lo sci al centro di un progetto che coinvolge la scuola Sant’Anna
PISA. Si chiama “Slope” ed è un progetto Erasmus+ che mira a «rafforzare le conoscenze e le capacità delle organizzazioni dello sci in materia di gestione della biodiversità». È un’iniziativa europea sotto la regia della federazione francese dello sci (Ffs) con l’appoggio della federazione internazionale di sci e snowboard (Fis): coinvolge un ampio partenariato europeo che vede fra i protagonisti un istituto scientifico della Scuola Superiore Sant’Anna come il Centro di Ricerca Interdisciplinare sulla Sostenibilità e il Clima. E non per caso, visto che il progetto “Slope” ha alle spalle il progetto “Benches” che è coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna: coinvolge sport diversi e punta a «sviluppare uno strumento per la gestione della biodiversità da parte delle organizzazioni sportive».
Invece, relativamente alla gestione della biodiversità come principale preoccupazione ambientale, “Slope” concentra l’attenzione su un singolo sport distinguendosi da programmi focalizzati sui cambiamenti climatici. A differenza di “Benches”, il progetto “Slope” si caratterizza – viene messo in risalto – per l’obiettivo di «identificare i rischi di biodiversità nel settore specifico dello sci, sviluppare strumenti specializzati e implementare soluzioni basate sulla natura negli eventi invernali europei».
Il team di ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna che lavorerà al progetto è coordinato da Tiberio Daddi, professore associato di economia e gestione delle imprese.
Quattro sono le principali linee di azione del progetto: la valutazione comprensiva della gestione della biodiversità nell’industria sciistica rappresenta il primo pilastro. Questo lavoro – viene ribadito – comprenderà «l’analisi dei rischi e delle opportunità relative alla biodiversità nel settore dello sci, l’identificazione di indicatori chiave di performance (Kpi) specifici per la biodiversità, e lo sviluppo di linee guida per la gestione della catena di approvvigionamento».
La seconda linea di azione riguarda l’implementazione di soluzioni concrete di biodiversità con “pilot test”.
Pilastro numero tre: il rafforzamento delle competenze e delle conoscenze attraverso educazione, informazione e networking. Con una serie di webinar («almeno quattro webinar», ciascuno dei quali della durata di un’ora), tre campagne di sensibilizzazione dedicate a diversi stakeholders, e tre eventi di networking con focus su policy-maker dell’Ue, iniziative Sport for Nature in linea con l’Iucn, e collaborazione trasversale con altri progetti europei.
Infine, la quarta linea di azione: occhi puntati sulla comunicazione e sulla disseminazione dei risultati. Questo asse – viene evidenziato – include «la creazione di un sito web dedicato, canali di comunicazione sui social media, una newsletter, video promozionali, comunicati stampa internazionali, conferenze intermedie e finali con almeno 50 partecipanti, partecipazione a conferenze accademiche internazionali sulla gestione dello sport, e la pubblicazione di almeno un articolo scientifico su rivista internazionale».











