Mai così tanti crocieristi nel porto di Roma: oltre 3,5 milioni di turisti
Latrofa: il record nasce dalla collaborazione fra Authority, terminalista, armatori e operatori locali

La presentazione del dossier statistico sul porto passeggeri a Civitaveccha
CIVITAVECCHIA. Mai finora era andata al di sopra della soglia dei tre milioni e mezzo di crocieristi: per la precisione, 3 milioni 556 mila. I “porti di Roma”, come è stato efficacemente definito il sistema portuale dell’Authority di Civitavecchia ha messo a segno nel 2025 «un nuovo risultato storico», come segnalato dall’istituzione portuale guidata dall’ingegner Raffaele Latrofa, ex vicesindaco Fdi di Pisa. Aggiungendo poi: «Lo scalo laziale si conferma primo porto crocieristico d’Italia e al vertice anche in Europa». Quanto basta per consolidare «il ruolo strategico di Civitavecchia nel panorama mondiale delle crociere, sia come porto di transito sia, soprattutto, come porto di imbarco e sbarco (home port)».
L’andamento positivo dei traffici passeggeri – è stato messo in risalto presentando i dati statistici dei traffici – è accompagnato da «una crescita del numero di scali e dal rafforzamento dell’intera filiera crocieristica, che coinvolge operatori portuali, compagnie di navigazione, servizi tecnici e logistici». Non solo: «Il comparto crocieristico si conferma inoltre uno dei principali motori economici del porto, generando importanti ricadute sull’occupazione, sul turismo, sul commercio e sull’indotto dei servizi, con benefici diretti per la città di Civitavecchia e per tutto il Lazio».
In dettaglio, questi i dati diffusi dal concessionario Roma Cruise Terminal: nell’arco dei dodici mesi dello scorso anno sono transitati nel porto di Civitavecchia 3.556.559 passeggeri a bordo di navi da crociera, con un incremento del 2,8% rispetto al 2024 (3.459.184). Più specificatamente: l’incremento (più 5,4%) ha riguardato soprattutto i passeggeri in transito (1,83 milioni contro meno di 1,73 milioni). Quelli imbarcanti e sbarcanti (“turnaround”) hanno raggiunto quota 1.726.858, un punto percentuale in più a confronto con l’anno precedente. E il numero degli scali? È arrivato a 862, il 2,5% in più rispetto agli 841 scali del 2024.
È da aggiungere che nel 2025 si è inoltre registrato un altro aspetto positivo: quello riguardante le attività di carico merci e provviste di bordo, a supporto delle navi da crociera, oltre all’inaugurazione del nuovo terminal Donato Bramante. È in grado – viene messo in rilievo – di «accogliere le grandi navi di ultima generazione, rafforzando ulteriormente il ruolo di Civitavecchia tra i principali porti crocieristici europei».

Il porto crociere di Covitavecchia a servizio di Roma
Lo dice senza mezzi termini il presidente Latrofa. «Non è soltanto un risultato statistico, ma la dimostrazione concreta del valore strategico delle crociere per il porto, il territorio e il Sistema Paese». Da tradurre così: vale in termini di «occupazione, attrattività internazionale, sviluppo economico e investimenti infrastrutturali» e nasce da «una collaborazione efficace tra Autorità di Sistema Portuale, terminalista, armatori e operatori locali».
Ma il numero uno dell’istituzione portuale laziale non vuol fermarsi qui: anzi, per il 2026 attende «ulteriori risultati molto importanti». Latrofa mette l’accento sul fatto che «il completamento delle opere del Piano Nazionale Complementare al Pnrr, dall’apertura dell’accesso sud del porto, fino al nuovo collegamento con l’antemurale e il suo prolungamento, cambieranno radicalmente il volto dello scalo e la funzionalità dei servizi e della mobilità legata proprio alle crociere, per le quali sono allo studio soluzioni che consentano di continuare a sostenerne la crescita, aumentando la capacità dello scalo di soddisfare tutte le richieste di attracco delle varie compagnie, a partire dal 2027-28».
John Portelli, direttore generale di Roma Cruise Terminal, lo riassume così: «Dal 2007 ad oggi la società ha movimentato quasi 42 milioni di passeggeri nel porto di Civitavecchia». Lo ripete ringraziando «gli armatori, le autorità e tutti gli operatori locali che anche nel 2025 hanno contribuito a raggiungere questi risultati da record».











