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CONCESSIONE PER 50 ANNI

Il colosso F2i sbarca fra i porti turistici: in Liguria prende in mano Marina di Lavagna

Polo da 1.500 posti barca, annunciati 75 milioni di investimenti in 4 anni

L’attuale situazione del porto di Lavagna in una immagine aerea

MILANO. F2i, il principale fondo infrastrutturale italiano (e tra i primi in Europa con oltre 8,3 miliardi di euro di patrimoni gestiti), tramite Fhp si occupa già di portualità ma sotto il profilo di terminal di merci. Stavolta resta in riva al mare ma per prendere in mano per la prima volta la gestione di un porto turistico: è quello di Lavagna (Genova), situato nel Golfo del Tigullio. F2i annuncia di essersene aggiudicato la concessione «per 50 anni a seguito del bando di gara pubblicato dal Comune di Lavagna nel 2025».

Stiamo parlando di una fra le più rilevanti infrastrutture di questo tipo, quantomeno per numero di ormeggi: attualmente circa 1.500 posti barca per natanti da 8 a 51 metri. Qui nei prossimi 4 anni la concessionaria F2i Levante annuncia che «investirà 75 milioni di euro per ammodernare e sviluppare il porto» e per «migliorarne l’integrazione con la città di Lavagna a vantaggio della comunità locale e dei turisti». In tal modo punta a perseguire gli obiettivi principali al messi al centro del bando di gara che, come viene riferito, è stato gestito dalla Regione Liguria come stazione appaltante per il Comune di Lavagna. L’avvio della gestione da parte di F2i Levante è «previsto per metà febbraio».

Secondo quanto reso noto, F2i Levante è controllata «per il 99% dal Fondo Ania F2i e per l’1% dal Consorzio Leonardo».: quest’ultimo è formato da imprese specializzate nella realizzazione di opere civili e infrastrutturali, e da Injectosond, società specializzata in interventi di consolidamento del terreno e delle fondazioni.

«La nuova realtà prenderà il nome di “Marina di Lavagna”», dicono dal quartier generale di F2i specificando che «tutto il personale dipendente attualmente impiegato verrà confermato». La nuova società di gestione,  «come previsto dal bando di gara», rileverà attività e personale dalla concessionaria uscente, e lo farà «senza soluzione di continuità». Giuseppe Pontremoli, definito come «manager di lunga esperienza nella gestione del settore portuale», è stato individuato quale amministratore delegato di F2i Levante.

Queste le principali aree di intervento sulle quali la nuova società del porto ligure si concentrerà:

  • i rifacimenti dell’area denominata “Piastra” e del molo di sottoflutto,
  • l’interramento del parcheggio comunale,
  • la creazione di passeggiate sulle dighe,
  • la realizzazione di un porto a secco.

«Verrà posta grande attenzione alla qualità del servizio alla clientela e, grazie ad alcune opere di miglioramento dell’infrastruttura, – viene sottolineato – sarà permesso l’approdo anche a barche di maggiori dimensioni, al fine di ampliare il mercato di riferimento del porto».

Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i, il principale fondo infrastrutturale del nostro Paese

Queste le parole di Renato Ravanelli, amministratore delegato di F2i: «Con l’aggiudicazione della concessione del porto di Lavagna  continuiamo la nostra strategia di investimento nelle infrastrutture italiane ed entriamo per la prima volta, con un asset prestigioso, nel settore dei porti turistici. Ad oggi il settore italiano delle marine è molto frammentato e il mercato degli utilizzatori richiede porti con servizi eccellenti e con possibilità di ormeggi di natanti sempre più di grandi dimensioni. Il Mar Mediterraneo è la zona al mondo che più attrae mega-yacht, pur con una limitata presenza di posti barca, e il 50% della produzione mondiale degli stessi è realizzata in Italia e quindi necessita anche di approdi per i mesi invernali e per la manutenzione».

Come detto, F2i si presenta con un biglietto da visita che lo descrive come «il maggiore gestore indipendente italiano di fondi infrastrutturali». Del resto, le società che fanno parte del network di F2i – viene messo in evidenza – costituiscono «la principale piattaforma infrastrutturale del Paese». È diversificata in sei settori strategici per il sistema economico:

  • trasporti e logistica,
  • energie per la transizione,
  • economia circolare,
  • reti di distribuzione,
  • reti e servizi di telecomunicazione,
  • infrastrutture sociosanitarie.

F2i attraverso le sue partecipate coinvolge dal punto di vista lavorativo 22mila persone che di occupano di servizi e infrastrutture utilizzate da milioni di persone. Per avere un quadro della situazione guardando a un altro tipo di portualità, quella nel settore merci, va detto che nell’autunno scorso la controllata Fhp ha preso il controllo del nono terminal portuale della propria galassia: il But a Savona, il primo in Liguria, si aggiunge a quelli già in mano a Fhp nei porti di Livorno, Carrara, Monfalcone, Marghera e Chioggia, oltre ai quattro terminal terrestri (Fiorenzuola d’Arda, Incoronata, Piedimonte San Germano e Villa Selva) che si occupano delle attività intermodali ferroviarie del gruppo. E’ da aggiungere che Fhp Group ha un migliaio di addetti, movimenta nei propri terminal dieci milioni di tonnellate di merci all’anno e può contare su 55 locomotori e più di 1.200 carri ferroviari.

DALL’ARCHIVIO/1: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui nell’ottobre 2025 si annuncia l’acquisizione del nono terminal (But a Savona) da parte della controllata Fhp

DALL’ARCHIVIO/2: qui il link all’articolo in cui a fine dicembre 2025 la Gazzetta Marittima segnala la riorganizzazione delle attività intermodali di Fhp dando vita a Fhp Intermodal

Pubblicato il
18 Gennaio 2026

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