Usb: ora riparte la stagione delle lotte sul fronte dei porti (non solo in Italia)
In 21 scali è in programma per il 6 febbraio la mobilitazione contro guerra e riarmo

L’assemblea genovese che ha lanciato una nuiva fase della mobilitazione
GENOVA. «Saranno almeno 21 i porti che si mobiliteranno in tutto il Mediterraneo per lo sciopero internazionale del prossimo 6 febbraio». È l’annuncio che arriva dall’assemblea organizzata a Genova dal sindacato extraconfederale Usb Porti: vuol essere il momento per far «ripartire la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici portuali contro la guerra ed il traffico di armi». In occasione della giornata di protesta sono previste iniziative di lotta in «alcuni dei principali scali del Mediterraneo come il Pireo, Bilbao, Tangeri ed Antalya» mentre in Italia la mobilitazione riguarderà «i porti di Genova, Trieste, Livorno, Ancona, Civitavecchia, Ravenna, Salerno, Bari, Crotone e Palermo» (ma i promotori contano di allungare l’elenco nei prossimi giorni).
È stato messo in evidenza che lo sciopero internazionale verrà presentato con un webinar il prossimo 27 gennaio, alle 18 ore italiana: oltre Usb parteciperanno le altre organizzazioni promotrici (come l’organizzazione dei lavoratori truchi Liman-Is Sendikasi, l’Organisation democratique du travail, il Lab, il sindacato greco Enedep).
La mobilitazione da parte del sindacato di base Usb e di altre sigle in altri Paesi punta a dare seguito alla protesta che coinvolse all’inizio di autunno numerose piazze italiane (e anche molti porti, a cominciare da quelli di Genova e di Livorno) in solidarietà con il popolo palestinese per i bombardamenti ordinati dal governo israeliano a Gaza: in quell’occasione i portuali hanno boicottato lo sbarco di navi dirette in Israele temendo che trasportassero armi destinate alla repressione. La prossima iniziativa di lotta è contro le logiche del riarmo e contro lo smantellamento dello stato sociale.

La mappa dei porti coinvolti finora in questa ulteriore stagione della mobilitazione per iniziativa di Usb e altre sigle
Il 6 febbraio – è stato sottolineato – è «una data che non sarà un punto di arrivo, ma la partenza di una nuova stagione di lotta contro guerra, riarmo e imperialismo, dopo le mobilitazioni contro il traffico di armi e per la fine del genocidio in Palestina di quest’autunno».











