Sos Pierburg, l’incontro al ministero c’era ma ora finisce in naftalina
Lavoratori al contrattacco: rabbia per il rinvio senza data, martedì 27 scatta lo sciopero

Livorno, via Salvatore Orlando, a un passo dal varco portuale Valessini: qui si trova lo stabilimento Pierburg Pump Technology Italy chesi mobilita da mesi per i timori connessi alla vendita. Ecco una immagine dall’alto della fabbrica
LIVORNO. Avevano finalmente visto una mezza schiarita il giorno in cui il ministero delle imprese e del Made in Italy si era preso in carico il confronto sul destino della loro fabbrica, adesso che è piombata di punto in bianco la notizia del rinvio dell’incontro a data da destinarsi l’hanno presa malissimo: un tradimento, un po’ come quando di punto in bianco il vertice della capogruppo Reinhmetall hanno deciso di cogliere al volo il riarmo tedesco per sterzare completamente sulle merci militari la produzione, e dunque di disfarsi anche di gioiellini industriali come Pierburg che opera in campo civile nel settore della componentistica auto.
Per dare voce alla loro rabbia, gli operai dello stabilimento Pierburg Pump Technology Italy di Livorno hanno messo in calendario per martedì 27 gennaio uno sciopero di due ore: la mobilitazione avrà una proiezione anche all’esterno dello stabilimento di via Salvatore Orlando con un presidio davanti all’ingresso della fabbrica dalle ore 8,30 alle ore 9,30.
Le modalità dell’astensione dal lavoro sono differenziate.
- lavoratori in servizio nel turno del mattino e a giornata: dalle 8,30 alle 9,30 e nell’ultima ora del turno di lavoro.
- lavoratori del turno pomeridiano: sciopero nella prima ora e nell’ultima ora del turno di lavoro.
- lavoratori del turno di notte: sciopero nelle ultime due ore del turno di lavoro.
Dietro la decisione di chiamare le tute blu a incrociare le braccia c’è sì il fatto che l’appuntamento al ministero sia stato rinviato senza data ma soprattutto quel che questo slittamento (e le modalità con cui è maturato) sembra voler dire. A cominciare dalla nebbia che sta avvolgendo il processo di vendita della divisione legata alle produzioni per l’industria dell’auto («continua a generare incertezza e preoccupazione tra i lavoratori»). Una incertezza che è anche alimentata dal fatto che il sindacato di fabbrica non ha nessuna «informazione su eventuali aziende o fondi interessati». E nemmeno – si aggiunge – «ci sono certezze sui piani industriali preventivi»: addirittura «non sappiamo se il processo [di cessione] sia fermo o in corso».

Corteo sindacale di metalmeccanici
Il sindacato aziendale ricorda che, intanto, su sollecitazione del sindacato Fiom Cgil, è stata presentata un’interrogazione al Parlamento Europeo per sollecitare trasparenza.
Le organizzazioni dei lavoratori insistono su tre richieste:
- informazioni precise e trasparenti;
- coinvolgimento nelle «decisioni che riguardano il nostro lavoro e il futuro dello stabilimento»;
- la difesa del ruolo sindacale «significa difendere i diritti di ogni lavoratore e lavoratrice»

L’ingresso deello stabilimento al centro della protesta sindacale











