Nautica di lusso, due nuove aree nel cuore del porto di Ancona
L'area ex Tubimar rinasce come polo della cantieristica dei superyacht

Sede Authority di Ancona
ANCONA. Là dove c’era l’erba ora c’è una città, cantava il menestrello della via Gluck, Adriano Celentano. A sessant’anni esatti di distanza, si potrebbero spendere parole simili: però, anziché per denunciare la nostalgia del passato di fronte alla cementificazione, semmai sarebbe l’annuncio del futuro grazie al recupero di un’area del porto di Ancona. Come dicono dal quartier generale dell’Authority marchigiana: «Dai rottami dei capannoni incendiati nel 2020 riparte il futuro dell’area ex Tubimar accogliendo le eleganti linee degli yacht Made in Marche».

La mappa del bando per le aree ex Tubimar di Ancona
Semaforo verde da parte del comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centrale: decolla il bando per due lotti produttivi da destinare – viene fatto rilevare – alle lavorazioni della nautica di lusso per una superficie complessiva di oltre 30mila metri quadrati.
Per lungo tempo sono rimaste in naftalina le aree corrispondenti ai capannoni devastati dall’incendio nel settembre di sei anni fa: era indispensabile “congelare” la situazione per consentire lo svolgimento delle indagini e gli accertamenti da parte dei periti. Dal 2024 il via libera degli organi giudiziari è stato possibile cominciare a riprogettare un futuro per questo ritaglio nel cuore dello scalo anconitano: «Uno snodo nevralgico alle spalle del porto commerciale e vicino alla cantieristica dei superyacht», come ribadiscono dal quartier generale dell’istituzione portuale.
Già nel maggio 2024 il comitato di gestione aveva indicato la direzione di marca: l’aveva fatto approvando un atto di indirizzo che «incrementava gli spazi a disposizione della cantieristica degli yacht, mantenendo tuttavia anche superfici importanti per la logistica». È stato «particolarmente complesso» l’iter amministrativo per riuscire a rimuovere i capannoni bruciati: nell’agosto dello scorso anno è stato messo in pista il bando da 730mila euro per demolire i ruderi mentre, in parallelo, è stata predisposta la procedura approvata ora dal comitato di gestione.
Cosa prevede il bando? Si tratta di mettere a disposizione degli investitori due aree di diverse metrature, l’una di 16.175 metri quadri e l’altra di 14.200 metri quadri. Il bando definisce l’identikit dei requisiti indispensabili per poter presentare istanza in termini dì capacità produttiva e investimenti. La durata delle concessioni può andare da 4 a 30 anni. L’area – viene specificato – sarà interessata dai lavori per la nuova viabilità portuale: al termine di tali lavori saranno resi disponibili altri due ulteriori spazi da aggiungere a supporto delle lavorazioni dei lotti principali dati in concessione. Le imprese che si insedieranno potranno usufruire delle semplificazioni amministrative previste dalla “Zes” unica nazionale.

Vincenzo Garofalo
Così il commento del presidente dell’ente portuale dorico, Vincenzo Garofalo: «Questa procedura è un altro passo concreto di un percorso avviato fin dall’inizio del mio mandato per consentire al settore della cantieristica di yacht e superyacht di potenziare il polo produttivo marchigiano». Aggiungendo poi: «È un settore che ad Ancona ha utilizzato ogni spazio disponibile per investire in impianti innovativi e all’avanguardia, in linea con la domanda di mercato per navi sempre più grandi, efficienti ed espressione dello stile italiano».
Garofalo ringrazia il comitato di gestione e le istituzioni, «con le quali abbiamo portato avanti questo progetto per accogliere necessità che porteranno nuova crescita e opportunità per tutto il territorio regionale, come gli studi del Politecnico delle Marche hanno assodato». Il numero uno dell’ente portuale ricorda di aver promesso di «accompagnare la nautica di lusso nel suo percorso di crescita e radicamento sul territorio: l’abbiamo inserito nel percorso di pianificazione portuale come priorità». E rincara: «Ora, mentre la pianificazione prosegue il suo iter di approvazione, diamo risposte immediate con gli strumenti disponibili facendo ripartire un’area che per 5 anni è stata improduttiva».











