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SOTTOCOMITATO IMO

L’ “Onu del mare” apre le porte alle altre energie: vento e nucleare

Parte la definizione di norme di sicurezza riguardanti i combustibili alternativi

Navi energia eolica

LONDRA. Anche se in questi ultimi anni il diritto internazionale e i grandi organismi sovranazionali sono diventati un po’ lo zimbello dei potenti (e proprio quando i problemi si stanno facendo semore più planetari), resta importante che l’Imo abbia aperto le porte alle navi che utilizzano nuove tecnologie e combustibili alternativi per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. L’Organizzazione marittima internazionale è una sorta di “Onu del mare”: anzi, è appunto una agenzia delle Nazioni Unite per quanto riguarda mari e oceani in termini di salute, sicurezza e ambiente.

L’apertura è arrivata nell’ultima seduta del sottocomitato dell’Imo che si occupa della progettazione e la costruzione navale (Dsc): ha messo a punto un piano di lavoro che punta – è stato messo in evidenza – a «definire un quadro di norme sulla sicurezza che siano adatte alle navi che utilizzano nuove tecnologie e combustibili alternativi per ridurre le emissioni di gas climalteranti». La proposta di piano di lavoro sarà sottoposta all’esame del Comitato per la sicurezza marittima (Msc 111) per arrivare all’approvazione, a quanto si ipotizza, prevedibilmente «nel maggio 2026».

Riunione sottocomitato Imo

Tale piano di lavoro vuol fissare lo sguardo sulla griglia di norme di sicurezza esistenti relativamente a:

  • energia nucleare;
  • propulsione eolica e l’energia assistita da eolico;
  • batterie agli ioni di litio
  • contenitori delle batterie di trazione scambiabili sulle navi, che sono sotto la sfera di competenza del sottocomitato Sdc.

Su questa decisione dell’Imo prende la parola Bar Technologies, la società britannica della quale la “Gazzetta Marittima ha parlato nei giorni scorsi per segnalare che un ulteriore passo in avanti riguardo alle sue vele rigide “WindWings” che aiutano la navigazione di due petroliere così da ridurre i consumi e le emissioni. L’azienda di Portsmouth non può che accogliere positivamente il fatto che venga inserita dall’Imo la propulsione eolica nel progetto di quadro di riferimento per la riduzione dei gas a effetto serra (Ghg). Non solo: come sottolineato da Bar Technologies, la sessione numero 12 del Sottocomitato Imo ha chiuso i lavori annunciando l’impegno di arrivare «entro il 2029» a linee guida provvisorie per i sistemi di propulsione eolica.

Chiudendo questo round di approfondimenti da parte del Sottocomitato, che si è riunito dal 19 al 23 gennaio a Londra, il segretario generale dell’Imo Arsenio Dominguez ha detto che il completamento del piano di lavoro è stato un «grande risultato». Aggiungendo poi: «Questo sarà la garanzia che le argomentazioni sulla sicurezza si evolvano parallelamente al rapido progresso tecnologico guidato dalla strategia dell’Imo riguardo alla riduzione delle emissioni di gas serra da parte delle navi».

Una volta approvato il progetto di piano di lavoro dal comitato per la sicurezza marittima, l’Oganizzazione marittima internazionale si adopererà per raggiungere traguardi fondamentali. Fra i quali:

  • nel 2028 (Msc 111): l’adozione di modifiche al regolamento Solas II-1/41 così da permettere l’utilizzo delle batterie come principale fonte di energia elettrica e sistemi di illuminazione.
  • nel 2029 (Msc 116): l’approvazione delle linee guida provvisorie per la sicurezza delle navi che utilizzano la propulsione eolica e la potenza assistita dal vento.
  • nel 2030 (Msc 118): l’adozione del codice nucleare riveduto e modifiche al capitolo VIII di “Solas”.

A ciò si aggiunga che il Sottocomitato dell’Imo ha istituito il gruppo di corrispondenza della Dsc sulla sicurezza dei gas a effetto serra: c’è da compilare e analizzare le informazioni relative all’energia nucleare ed eolica così come c’è da elaborare progetti di modifica del regolamento Solas II-1/41 per «consentire l’utilizzo delle batterie come principale fonte di energia elettrica e sistemi di illuminazione».

Dal quartier generale di Bar Technologies si insiste su un aspetto: «La mossa rappresenta un cambiamento fondamentale nello slancio normativo, offrendo un percorso chiaro per supportare l’implementazione sicura, scalabile e commercialmente pronta delle tecnologie eoliche in mare». Aggiungendo poi: «Aver considerato l’energia ottenuta dal vento – si afferma – e averla inclusa nel quadro di sicurezza dell’Imo garantisce che queste soluzioni non solo siano praticabili, ma possano adesso essere adottate con più sicurezza da armatori, assicuratori e società di classificazione».

Così il commento di Lauren Eatwell, responsabile del progetto WindWings di Bar Technologies: «La sicurezza e la scalabilità vanno di pari passo. L’impegno dell’Imo non riguarda solo la regolamentazione, ma l’abilitare un vero cambiamento. Siamo orgogliosi di essere alla guida della carica con soluzioni collaudate come WindWings».

Queste le parole di John Cooper, amministratore delegato di Bar Technologies: «Questa evoluzione segna una pietra miliare nella decarbonizzazione della flotta a livello internazionale. Grazie alla creazione di un contesto di regole che supporti la propulsione eolica, l’Imo sta sbloccando una delle tecnologie a zero emissioni che risultano più efficaci fra quelle oggi disponibili». Poi: «Le “WindWings” stanno già mettendo in mostra il proprio valore dal punto di vista commerciale. Questa mossa dà al settore la chiarezza di cui ha bisogno per una accelerazione».

Pubblicato il
4 Febbraio 2026

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