Accusato di aver nascosto capitali illeciti in Liechtenstein: lo bloccano dopo che li ha ripresi
Su iniziativa della Procura di Livorno la Finanza sequestra conti per 700mila euro

LIVORNO. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni «per un valore di oltre 700mila euro» in quanto considerati «riconducibili ad un soggetto di origine calabrese residente nel territorio della provincia di Livorno, ritenuto “socialmente pericoloso”». Stiamo parlando di patrimoni finanziari dei quali si sa soltanto che sono «conti correnti, dossier titoli e vaglia non trasferibili» rientrati dall’estero dopo esser stati «precedentemente occultati in Liechtenstein». Anche cose assai in là nel tempo: in un caso ne sarebbe entrato in possesso mezzo secolo fa, visto che gli investigatori spiegano che si tratta di beni patrimoniali «acquisiti negli anni 1976, 1997 e 1999»: specificando che si tratta del «periodo della sua pericolosità, definito tra il 1974 e il 2017». Adesso saranno affidati alle mani di amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Firenze.
È una misura di “prevenzione patrimoniale” che, sotto la regia della Procura di Livorno, ha visto in azione le Fiamme Gialle del comando provinciale di Firenze in collaborazione con i reparti del comando provinciale di Livorno. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale fiorentino su richiesta della stessa Procura.
Nella nota ufficiale diramata dalla Guardia di Finanza si sottolinea che «tali capitali erano stati in larga misura detenuti all’estero al fine di sottrarli» al fatto che la giustizia potesse confiscarli o comunque portarli via, – viene messo in risalto – oltre a cercare di «attribuire loro un’apparente origine lecita, simulandone la derivazione da ordinarie operazioni di natura immobiliare e finanziaria».
Le Fiamme Gialle, rendendo noti gli ultimi sviluppi della vicenda, tengono a evidenziare che questo è l’ultimo atto di una serie di provvedimenti precedenti: ad esempio, è indicato come l’«estensione di precedenti sequestri eseguiti dalle stesse Fiamme Gialle tra maggio e settembre 2023, per un ammontare di oltre 11 milioni di euro», ed è il frutto di «ulteriori accertamenti» per iniziativa del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze, cioè del team di 007 delle Fiamme Gialle che mediante accertamenti economico-finanziari complessi si occupano principalmente di lotta contro la grande criminalità organizzata, a cominciare da cosche mafiose, gang di narcotraffico e riciclaggio attraverso. Obiettivo: intensificare le indagini patrimoniali oltreconfine.
Gli investigatori segnalano che «alla base della misura di prevenzione patrimoniale» vi sono «due presupposti essenziali»:
- il “profilo soggettivo”, ossia quel che viene indicato come “pericolosità sociale”: si tratta di una persona «gravata sin dal 1967 da plurime denunce e condanne per vari reati, tra i quali più episodi di usura, falsificazione di monete, ricettazione, estorsione, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata, detenzione e porto abusivo d’armi»;
- il “profilo oggettivo”, ossia la sproporzione del patrimonio: l’ammontare dei beni che, «accumulati in decenni di attività», sono direttamente e indirettamente «nella sua disponibilità» da rapportare alla capacità reddituale manifestata.
Viene sottolineato che «alla misura adottata dal Tribunale potrà seguire la confisca del patrimonio»: peraltro va detto che, al contrario, la persona in questione – della quale non vengono fatti nome e cognome» – potrà anche eventualmente dimostrare che «i beni o il denaro sono di legittima provenienza o che di essi non poteva disporne direttamente o indirettamente».











