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UNIVERSITÀ DI PISA

Manca il casco giallo? La microcamera intelligente blocca i macchinari

La sorveglianza tech che ferma l’operaio se non indossa i dispositivi di sicurezza

Sistema di sorveglianza per la sicurezza sul lavoro studiato all’Università di Pisa

PISA. Ci pensa la telecamera a vedere se il lavoratore indossa i dispositivi di protezione, che sia il casco giallo o il giubbino arancione shocking: se non  li ha ferma il macchinario. È questa la strada per contribuire a prevenire gli infortuni sul luogo di lavoro che è stata messa a punto con il sistema di sorveglianza in ambienti lavorativi sviluppato dal Dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa all’interno dei laboratori CrossLab, ospitato al polo tecnologico di Navacchio.

Dal sistema di videocamere si può arrivare alla rilevazione istantanea se il lavoratore ha indossato o no i dispositivi di sicurezza previsti: «Se manca una dotazione obbligatoria il sistema può fermare immediatamente le macchine», spiega Carlo Vallati, docente di ingegneria informatica dell’ateneo pisano: può trattarsi del caschetto come pure della casacca catarifrangente, fatto sta che nel caso si veda che un lavoratore che non li ha, il sistema manda un “alert” che può essere visivo o sonoro oppure determinare il fermo macchina o limitare l’accesso ad un’area pericolosa».

La microcamera può essere collocata nelle vicinanze di un macchinario pericoloso o in una situazione di mezzi in movimento e un dispositivo di analisi dati locale. Non solo: «uò essere configurata anche la distanza di sicurezza e l’area da monitorare oppure scegliere alcuni dispositivi specifici da tenere sotto controllo», spiega Pietro Ducange (Ingegneria informatica).

Lo schermo connesso alla microcamera mostra la sagoma del lavoratore e, a seconda del colore con cui è incorniciata, emerge con chiarezza se tutto è ok o no: con il verde significa che le regole sono rispettate, in caso di rosso invece significa che qualcosa non va nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza richieste dall’azienda.

Il professor Simone Genovesi, docente del Dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’università di Pisa (e coordinatore del progetto), sottolinea che il CrossLab di Navacchio è costituito da laboratori interdisciplinari che poggiano su due pilastri:– quello dell’industria 4.0, quindi tecnologie abilitanti già a disposizione; e industria 5.0, cioè tutto quello che riguarda la tecnologia e il servizio alla persona. E aggiunge: «Siamo aperti alle aziende che vogliono sviluppare assieme prodotti o processi di nuova generazione».

Pubblicato il
4 Marzo 2026

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