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LA TRASFORMAZIONE

Crociere a Venezia, meno vacanzieri ma con più soldi (e più tempo per spenderli)

Authority: il 90% delle navi appartiene al segmento più chic

Turisti a Venezia in gondola sotto il Ponte dei Sospiri

VENEZIA. Cambia pelle il settore delle crociere a Venezia, spesso al centro di mille polemiche per via dell’impatto che hanno queste “città galleggianti” che vorrebbero quasi toccare con mano piazza San Marco e il Canal Grande. L’Authority veneziana rende noto l’identikit delle previsioni relative al 2026 nel d-day del via alla stagione delle love boat, visto che oggi lunedì di metà marzo arriva la “Viking Star” a Fusina.

La mutazione del mercato turistico è presto detta: «Navi di minori dimensioni, turismo di qualità che si ferma per più giorni e un’offerta turistica sempre più destagionalizzata», parola dell’istituzione che governa i porti di Venezia e di Chioggia. Cambia dunque la taglia e la tipologia delle navi in arrivo: c’è «un maggior numero di navi di piccola e media dimensione appartenenti al settore di alta gamma che movimentano un minor numero di passeggeri e che, fermandosi per più giorni, favoriscono un turismo lento, di qualità e capace di apprezzare appieno la composita offerta turistica del territorio».

Lasciamo parlare i numeri forniti dall’Authority guidata da Matteo Gsparato: i crocieristi messi in preventivo per quest’anno sono 543mila, il che rappresenta «un calo del 12% rispetto al 2025 ma a parità di scali (366) e a fronte di un incremento di compagnie (55 vs 52 del 2025) e navi posizionate (30 vs 27 navi del 2025, di cui 8 nuove navi che scaleranno Venezia per la prima volta)». Al tirar delle somme, inserendo nel calcolo «tutti i traffici accolti negli scali lagunari (crociere sia oceaniche che fluviali e aliscafi)» il totale raggiungerà quota 592mila per il 2026 (sono stati 664mila nel 2025).

Guardando “dentro” le navi da crociera in arrivo, emerge che «oltre il 90% delle compagnie appartengono al segmento “premium” e “luxury”, composto – viene sottolineato – da navi medio-piccole di lunghezza inferiore ai 250 metri». Il numero degli scali di questo segmento cresce del 10% a paragone di dodici mesi prima, «grazie anche al debutto dei nuovi operatori Orient Express Sailing Yachts e Four Season Yachts, che portano il loro modello di “hotellerie” di lusso su yacht da crociera di nuova costruzione».

A giudizio dell’Authority, questi dati confermano «la vocazione di Venezia come polo per le crociere di alta gamma nell’Adriatico»: in pratica, portano a Venezia una categoria di turisti definiti “top spender”, per dire che appartengono alla fascia più alta e hanno la disponibilità a lasciare denaro sul territorio aiutando a sostenere il tessuto imprenditoriale locale.

L’ente portuale veneziano mette l’accento su una nuova tendenza: quest’anno «il 40% degli scali delle navi di alta gamma previsti prevedono soste per due o più giorni e in modalità “home port” che, anche quest’anno, supererà il 95% del totale». La sosta per più giorni – viene fatto rilevare – offre ai crocieristi «l’opportunità di esplorare meglio la destinazione e il suo hinterland favorendo l’accesso a un turismo lento e di qualità che consente ai visitatori di immergersi non solo nella destinazione Venezia e nelle sue diverse sfaccettature, ma anche in tutte le bellezze del territorio che dal centro storico si possono raggiungere moltiplicando positivamente gli effetti economici della sosta lunga».

Viking Star, nave da crociera che apre la stagione a Venezia

C’è dell’altro, e riguarda la tendenza alla destagionalizzazione anche dei flussi crocieristici: insomma, gli approdi si stanno via via «distribuendo nel corso di tutto l’arco dell’anno». In cifre: oltre 50mila passeggeri e 33 toccate nei periodi di bassa stagione, che valgono un aumento dell’80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Quanto agli aspetti infrastrutturali vale la pena di aggiungere che, «in attesa della disponibilità di nuove strutture appositamente dedicate al traffico crocieristico», le navi continueranno a scalare nell’area di Fusina, Porto Marghera (banchine Liguria e Lombardia), San Basilio e Marittima (per le navi fino alle 25mila tonnellate di stazza) e presso gli accosti a Chioggia. Tutto questo dice che anche quest’anno si confermano gli spazi previsti dal sistema di approdi diffusi: al tempo stessi, Venezia Terminal Passeggeri conferma il piano di investimenti da 28,6 milioni di euro per il periodo 2025-2036 che ha come obiettivo «il miglioramento della capacità ricettiva e del servizio di accoglienza», come confermano dall’Authority veneziana.

È all’interno di tale contesto che l’istituzione portuale insiste sul fatto che il terminal di Fusina, «pienamente operativo da agosto 2024 e realizzato grazie all’investimento di circa 5 milioni di euro interamente operato da Vtp», si conferma il perno di quest’assetto: risulta essere «una struttura centrale scelta e premiata dalle compagnie per la qualità dei servizi e l’elevata dotazione infrastrutturale». Il riscontro lo offrono «le ottime performance previste per il 2026»: con «una crescita dei passeggeri pari al 20% e un aumento del 9% dei giorni di sosta delle navi presso le due banchine».

Riguardi a Chioggia, la stagione crocieristica 2026 prevede «nove navi posizionate, confermando quanto già previsto nel 2025». Effettueranno 23 scali («in aumento rispetto ai 18 dello scorso anno») e movimenteranno 35mila persone (24mila nel 2025).

Queste le parole di Fabrizio Spagna, presidente e amministratore delegato di Venezia Terminal Passeggeri spa: «In questi ultimi anni abbiamo contribuito a cambiare pelle al nostro modello di crocieristica intercettando nuovi traffici e compagnie capaci di reggere un sistema di approdi diffusi volti a salvaguardare l’equilibrio della Laguna e le esigenze della città sul fronte della gestione dei flussi».

Ma a questo punto siamo ora di fronte ad «un momento decisivo», aggiunge Spagna: «Pur continuando a lavorare per attrarre turismo di lusso e puntando sul turismo di qualità dobbiamo decidere e scrivere assieme il futuro delle crociere a Venezia. Ad oggi abbiamo raggiunto il limite di offerta possibile alle attuali capacità, ma l’attrattività di Venezia e la richiesta di accosti registrano tassi di crescita interessanti che potremmo soddisfare nel rispetto del contesto in cui ci inseriamo. Come Venezia Terminal Passeggeri siamo dunque pronti a collaborare con tutti per trovare una soluzione che garantisca il miglior servizio compatibilmente con le necessità di un territorio che ha bisogno di un’offerta infrastrutturale di livello. Per questo nelle prossime settimane saremo a Miami alla principale fiera crocieristica mondiale assieme a istituzioni e operatori per un confronto fattivo sul futuro delle crociere».

Pubblicato il
16 Marzo 2026

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