Banco Bpm al fianco di Grimaldi nell’ammodernamento della flotta
55 milioni per la “Grande Inghilterra” (pronta per l’ammoniaca come combustibile)

La prua di una delle navi porta veicoli della flotta Grimaldi
NAPOLI. Un contratto di finanziamento del valore di 55 milioni di euro e con una durata di 10 anni con il quale coprire parzialmente l’acquisto della nuova nave “Grande Inghilterra”: ecco l’accordo con cui Banco Bpm ha offerto supporto a Grimaldi Euromed spa, società della compagnia armatoriale napoletana, per dotarsi di una nuova nave “ammonia ready”, cioè progettata per poter essere in seguito facilmente convertita all’uso dell’ammoniaca come combustibile alternativo a zero emissioni di carbonio.
Stiamo parlando di una operazione che rientra nel piano di investimenti messo in campo da Grimaldi per potenziare e ammodernare la propria flotta. La “Grande Inghilterra” – viene messo in risalto – è una delle 17 nuovissime navi porta-veicoli (“Pctc”) che la compagnia di navigazione ha ordinato «tra il 2022 e il 2023» con un investimento complessivo che supera la soglia degli 1,6 miliardi di dollari americani. Viene realizzata in un cantiere cinese, la consegna è stata messa in preventivo nella primavera 2026.
Quanto alla capacità di carico, sarà fra le più elevate della categoria: più di 900 “ceu” (equivalenti auto). La compagnia insiste anche sul ridotto impatto ambientale. Già detto del fatto che è pronta per passare all’uso di ammoniaca, Grimaldi tiene a sottolineare che le tecnologie “verdi” utilizzate consentono di «abbattere del 50% il consumo di carburante» rispetto alle navi della precedente generazione di questa categoria.
Fra le altre innovazioni tecnologiche che meritano di essere citate come virtuose in termini di riduzione dell’impatto ambientale, a bordo della “Grande Inghilterra” saranno presenti «2.500 metri quadrati di pannelli solari, pitture siliconiche e sistema di “air lubrication”. Quest’ultimo è un metodo basato sulla lubrificazione mediante una sorta di cuscinetto di bolle d’aria che riducono la resistenza all’avanzamento dello scafo nell’acqua. A ciò si sommano, sempre per il medesimo motivo, sistemi smart di controllo della ventilazione e dell’aria condizionata, un design dello scafo ottimizzato e un timone innovativo (“gate rudder”). Non basta: il motore a controllo elettronico è dotato di sistemi di trattamento dei gas di scarico per abbattere le emissioni di ossidi di zolfo (SOx) e di particolato (Pm), e di un sistema di riduzione catalitica selettiva degli ossidi di azoto (NOx).
Vale la pena di ricordare che la nave conterà su mega-batterie al litio, capacità totale 5 megawattora, e potrà ricevere energia elettrica da terra durante le soste in porto (“cold ironing”) negli scali dotati dell’infrastruttura necessaria: se si insiste su quest’aspetto è perché, come viene ribadito dalla società, i due sistemi «permettono di azzerare le emissioni durante le soste in porto».
Questa la dichiarazione di Mattia Mastroianni, responsabile corporate di Banco Bpm: «Con questo finanziamento Banco Bpm conferma il proprio impegno a sostegno di progetti industriali ad alto valore strategico e ambientale. L’operazione a favore di Grimaldi Euromed si inserisce in una visione di lungo periodo volta a supportare l’ammodernamento della flotta e la transizione verso modelli di trasporto sempre più sostenibili, attraverso soluzioni tecnologiche innovative ed efficienti».
Ecco le parole di Diego Pacella, amministratore delegato del gruppo Grimaldi, che sottolinea l’apprezzamento per il continuo sostegno di Banco Bpm («anche con questa operazione si conferma un partner bancario di riferimento per il nostro gruppo»). Tutto questo – afferma – si inserisce «nell’ampio piano di ammodernamento della flotta del gruppo Grimaldi, volto ad accrescerne la capacità e a ridurne l’impatto ambientale, sostenendo al contempo una crescita fondata su innovazione tecnologica ed efficienza operativa».











