Caccia grossa alle “reti fantasma” alle Secche con Ispra e Marevivo
«Sono trappole mortali per un milione di pesci e uccelli marini»

Il biologo marino di Marevivo Valentino Chiesa
LIVORNO. Si sono mobilitati per la ricerca strumentale delle cosiddette “reti fantasma” (“ghost nets”) il supply vassel “Grecale 1”, i ricercatori dell’Ispra particolarmente esperti del settore e il biologo marino Valentino Chiesa, delegato livornese di Marevivo. Tutti a bordo dell’unità hanno lavorato per l’intera giornata di martedì scorso scandagliando con i più sofisticati scanner subacquei i fondali ad ovest delle Secche, dove più d’una volta sono stati sorpresi pescherecci pirati a trascinare reti di fondo.
L’iniziativa fa parte della campagna nazionale di Castalia, Marevivo e Conisma nell’ambito del progetto Ispra denominato “Pnrr Mer Marine Ecosistem Restoration”, facente parte del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Secondo Ispra le nostre coste sono infestate da reti abbandonate sui fondali, vere trappole mortali per l’ecosistema. Marevivo stima cha ogni anno un milione tra pesci e uccelli marini muoiano intrappolati dalle reti abbandonate sui fondali. La campagna in atto prevede successivi passaggi:
- il monitoraggio con gli apparati sonar (l’operazione fatta con il “Grecale 1” in Meloria);
- la preparazione di una mappa con i bersagli scoperti;
- il successivo intervento di specialisti sub per rimuovere e portare smaltimento le reti ritrovate.
Analoghe ricerche sono in corso o in programma lungo tutte le coste nazionali.











