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L’INIZIATIVA

Ravenna capitale del mare inizia con la riscoperta del monumento-simbolo

È dedicato ai caduti e rappresenta il saluto a chi entra ed esce dal porto

Monumento ai caduti del mare, Ravenna

RAVENNA. L’evento numero uno di Ravenna prima città italiana capitale del mare arriva  venerdì 20 marzo: al Molo San Filippo di Porto Corsini alle 10.30 viene posizionato il monumento ai caduti del mare. È un giorno che la città romagnola aspetta da 12 anni: la statua, realizzata dall’artista ravennate Giannantonio Bucci, torna al suo splendore dopo il restauro per svolgere la funzione di saluto alle navi in entrata ed in uscita dal porto di Ravenna.

Per riuscirci si sono mossi insieme Comune di Ravenna, Autorità di Sistema Portuale, The International Propeller Club Port of Ravenna e Associazione Nazionale Marinai d’Italia Gruppo P. Sarti di Ravenna (queste due associazioni hanno dato vita a un’associazione che ha messo al centro della propria iniziativa il restauro e lo spostamento del monumento ai caduti del mare.

La giornata, organizzata da Authority, Propeller Club, Comune di Ravenna, Anmi e Capitaneria di Porto, si aprirà con la cerimonia dell’alzabandiera accompagnata dall’inno nazionale suonato dalla Banda musicale della città di Ravenna. Sono previsti gli interventi di Simone Bassi, presidente dell’associazione che si è battuta per il restauro; Annagiulia Randi, coordinatrice dell’Osservatorio Nazionale Tutela Mare per l’Emilia-Romagna; Anna D’Imporzano, direttrice generale di Ravenna Civitas Cruise Port; Roberto Petri, presidente di Assoporti; Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale; Maurizio Tattoli, direttore marittimo dell’Emilia Romagna; Giovanni Paglia, assessore della Regione Emilia-Romagna; Raffaele Ricciardi, prefetto di Ravenna; Alessandro Barattoni, sindaco di Ravenna. Al termine, l’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni benedirà il monumento, il cui restauro è stato seguito dal Laboratorio del Restauro di Fondazione Ravennantica.

Queste le parole di Francesco Benevolo, presidente dell’Authority ravennate: «Il monumento, oltre ad essere un’opera di indubbio valore artistico, rappresenta per il porto, la città e l’intero territorio, un vero e proprio simbolo: averlo restaurato non solo è un segno concreto di rispetto, ma assume un significato ancora più profondo, volendo coltivare la memoria storica di Ravenna. L’Autorità di Sistema Portuale ha reso possibili le attività di restauro ed ha realizzato il nuovo basamento sul quale il monumento ora si erge, visibile a tutte le navi che entreranno nel porto di Ravenna». Aggiungendo poi: «Questo importante simbolo della nostra cultura marinara, che oggi vediamo riconosciuta anche nell’attribuzione alla nostra città del titolo di Capitale Italiana del Mare 2026, è inserito nel più ampio progetto di riqualificazione di tutta l’area circostante il terminal passeggeri di Porto Corsini: oltre alla nuova stazione marittima per le crociere che sarà un esempio di architettura sostenibile e tecnologicamente all’avanguardia, sarà realizzato il Parco delle Dune, con un’ampia area di verde pubblico attrezzato, a disposizione di residenti e turisti».

Ecco la dichiarazione di Maurizio Tattoli, direttore marittimo dell’Emilia-Romagna: «La statua del marinaio all’ingresso del porto di Ravenna è il simbolo del rispetto che la nostra comunità nutre verso tutti gli uomini e le donne che hanno dedicato la propria vita al mare e hanno affrontato le sue tempeste e le sue bonacce con impegno, sacrificio, coraggio e speranza. Questo monumento, adesso affacciato direttamente sul mare, vuole ricordare in modo permanente i marinai che non sono tornati a casa e rendere onore a tutti coloro che, ieri come oggi, solcano le acque con spirito di servizio, senso del dovere e passione». Il direttore marittimo ha poi rincarato: «Credo che sia molto bello che la capitale del mare attribuisca questo riconoscimento alla gente di mare, perché il porto di Ravenna non è soltanto un’infrastruttura economica fondamentale per il territorio, ma è anche un luogo di tradizioni, di identità e di memoria collettiva».

Così il commento del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni: «Con questa inaugurazione si dà ufficialmente inizio alla nuova avventura di Ravenna capitale italiana del mare 2026, che rappresenterà una reale opportunità di crescita e di ulteriore visibilità per tutto il nostro vasto territorio. Questo importante riconoscimento è frutto di un lavoro di squadra che vede il contributo delle tante anime della città che concorrono a renderla unica e di cui Ravenna, dal porto alle pinete, è espressione. La nostra è sempre stata una città di acque, ma grazie a questo titolo tornerà a far brillare quel mare che da secoli ne segna il destino e che ci proietta al futuro».

Dal quartier generale dell’Associazione nazionale marinai d’Italia sottolineano che «dopo quasi dodici anni di attesa la statua dedicata ai marinai caduti in mare trova finalmente la sua nuova collocazione a Porto Corsini, di fronte al faro». E spiegano: «Il monumento torna così a svolgere il suo ruolo simbolico: salutare e accogliere i marinai che transitano nel porto di Ravenna, volgendo lo sguardo verso sud-est. L’opera, fortemente voluta dalla nostra associazione negli anni Cinquanta per ricordare i marinai locali caduti durante la seconda guerra mondiale, fu inaugurata il 3 aprile 1960 e per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per chi entrava e usciva dalla darsena. Con l’evoluzione dell’area portuale il monumento era stato progressivamente decentrato, perdendo la sua funzione simbolica. Dopo il Raduno Nazionale dei Marinai d’Italia del 2015 a Ravenna è iniziato il percorso che ha portato al restauro e alla nuova collocazione».

Pubblicato il
19 Marzo 2026

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