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A Livorno i primi “cassoni” per sollevare la Concordia

Sono sbarcati al terminal Unicoop dove saranno completati di accessori e “agganci”

LIVORNO – Sono sbarcati al terminal dell’Unicoop-Impresa i primi cinque cassoni dei trenta totali che serviranno a risollevare la Costa Concordia e riportarla al galleggiamento. Arrivati in rada mercoledì scorso sulla Mak, chiatta lunga 90 metri del Gruppo Fagioli, sono entrati giovedì con il capopilota Salvatore Vasta. Dei cinque sponsons trasportati – questo il nome in inglese dei cassoni di acciaio – provenienti dalla Fincantieri Ancona con sosta a Palermo, circa la metà ha singolarmente il peso di 500 tonnellate e misura 30 metri di lunghezza per 11 di altezza ed 11 di profondità mentre gli altri, più piccoli, hanno un peso di 395 tonnellate ciascuno.
[hidepost]I cassoni subiranno al terminal Unicoop le lavorazioni che dovrebbero essere svolte dalla ditta livornese Carpensalda (usiamo il condizionale dato che al momento della redazione dell’articolo il titolare della ditta afferma di non avere ancora ufficializzato l’eventuale accordo) e consistere nella saldatura degli elementi che permetteranno di agganciare la nave. Al termine dei lavori di adeguamento i cassoni saranno reimbarcati su chiatte ed inviati al Giglio. Il coinvolgimento delle imprese livornesi per le operazioni citate rientra negli accordi fra il consorzio Titan-Micoperi e la Regione Toscana affinché nella nostra zona si potesse avere una ricaduta economica dell’operazione anche se il viaggio in mare in alcuni casi si allunga e non di poco. Nel terminal Unicoop sono giunti già da giorni alcuni containers della Titan con i materiali da saldare.
L’agenzia marittima Medov che rappresenta la compagnia Titan Salvage informa che la Mak, dopo una sosta di 3-4 giorni a Livorno, ripartirà alla volta dello stabilimento Fincantieri di Castellammare di Stabia per fare un altro carico di cassoni e dunque ritornare nel nostro scalo nel giro di 2/3 settimane. Dopo la sosta per le operazioni di sbarco ripartirà poi verso Genova per caricarne altri pronti allo stabilimento Fincantieri di Genova (a Sestri Ponente) e così via. I cassoni sono tutti realizzati dalla Fincantieri nei suoi diversi stabilimenti ed hanno un peso complessivo di 11.500 tonnellate. I primi 15 cassoni che arriveranno al Giglio saranno posizionati e saldati sul lato sinistro del relitto per poter dare il via alla fase del suo raddrizzamento.
Cinzia Garofoli

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Pubblicato il
23 Febbraio 2013

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