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A Ravenna tasse portuali invariate

RAVENNA – Il comitato portuale presieduto da Galliano Di Marco ha affrontato alcuni temi di stretta attualità a partire dall’andamento dei traffici e l’aumento delle tasse portuali.
[hidepost]In relazione all’andamento dei traffici portuali il presidente Di Marco ha evidenziato che è proseguito durante il mese di gennaio il trend positivo già registrato nell’ultimo trimestre del 2012 (+4,6%) e che segna una crescita del +6,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
In particolare cresce la movimentazione di prodotti agricoli, petroliferi e concimi.
Segno positivo anche per la movimentazione di merci varie in container che nel complesso registra un aumento del 23,2%.
“Aspettiamo cautamente – ha affermato il presidente Di Marco – di vedere quale sarà il bilancio dei traffici dopo il primo trimestre del 2013 prima di interpretare un segnale positivo, come quello di quest’ultimo periodo, non come un evento spot ma come il segno di una reale ripresa dell’economia del territorio. Auspichiamo che gli aumenti di movimentazione si confermino e crescano ulteriormente anche nel lungo periodo”.
L’altro tema di grande importanza trattato durante la riunione del comitato è stato quello dell’adeguamento dell’ammontare delle tasse portuali, così come previsto dal decreto ministeriale del 24 dicembre 2012. Trattandosi infatti di un aumento significativo di dette tasse, equivalente in media ad un +30% rispetto agli importi in precedenza versati e data la possibilità ad ogni Autorità portuale di stabilire, nell’ambito della propria autonomia di bilancio, variazioni della misura delle tasse portuali, il comitato portuale ha deliberato che la misura delle tasse portuali, a partire dal primo marzo 2013 fino al trenta giugno 2013, sia pari a quella in vigore prima del 5 gennaio 2013.
“Tale decisione è stata maturata alla luce della forte crisi – dice una nota del comitato – che ha toccato i bacini produttivi serviti dal porto di Ravenna, e conseguentemente del calo di traffici intervenuto dal 2008, solo parzialmente recuperato nel periodo successivo e ripropostosi nel 2012”.
Si è inoltre tenuto in considerazione il forte impatto che un repentino aumento delle tasse può comportare sui traffici, vista anche la particolare tipologia di contratti che interessano il commercio di molte categorie di merci alla rinfusa e che rende per uno scalo, come quello ravennate che da sempre si caratterizza come rinfusiero, l’aumento ancora più pesante rispetto ad altri porti del paese.
“Abbiamo avuto – ha dichiarato il presidente Di Marco – la richiesta da parte degli operatori e delle associazioni di categoria, richiesta ribadita con forza anche in occasione del recente workshop sui traffici e la competitività del porto, di assumere la decisione presa in seno al Comitato Portuale e dunque, fatte le necessarie verifiche con l’Agenzia delle Dogane ed i ministeri competenti, abbiamo ritenuto opportuno deliberare in tal senso”.

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Pubblicato il
27 Febbraio 2013

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