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Con il piano il dito in una piaga

LIVORNO –  Diciamolo chiaro e tondo: il POT 2010-2012 presentato in bozza – e che sia una bozza ampiamente integrabile è stato specificato senza giri di parole – può sembrare, a chi conosce la realtà livornese, un libro dei sogni. C’è tutto quello che avremmo voluto chiedere; e forse anche qualcosa di più. 

A parole – parole scritte, ma il risultato non cambia – in tre anni l’Autorità Portuale s’impegna a realizzare molte di quelle promesse che sono state fatte da una dozzina d’anni a questa parte. Se volessimo malignare diremmo che Piccini si sta attrezzando per i miracoli, dopo un mandato in cui prudenza e riflessione hanno avuto la prevalenza.

A sfogliare le 86 pagine del “documento provvisorio” sul POT distribuito ai membri del comitato portuale a Capraia, si trovano analisi macroeconomiche – per la verità abbastanza prudentemente scontate – e studi sull’evoluzione dei traffici mondiali, anch’essi prudentemente sul vago. “E’ oggi difficile dire – si ammette a pagina 7 – quali saranno in concreto gli sviluppi delle rotte globali”. Valutazione onesta, che alla fine conclude l’analisi dello scenario globale rifiutando a parole il “richiamo alla prudenza” ma adottandolo poi di fatto nel sollecitare flessibilità, monitoraggio, verifica di ogni scelta in corso d’opera e consultazione strutturata degli stakeholders. Tradotto in parole povere: adelante Pedro, con juicio. Il tutto, sognando la piattaforma Europa “che rappresenta un’opportunità e merita un approfondimento per le rilevanti implicazioni operative che già nell’arco temporale del POT è destinata ad avere”. Ma va?

Ci fermiamo qui nell’analisi dei singoli dettagli del “documento provvisorio” perché non sarebbe generoso insistere su qualche scivolata, sui luoghi comuni e sulle speranze. Di concreto comunque c’è lo stesso molto, anzi moltissimo: compresa la promessa di veder realizzata la seconda vasca di colmata in 3 anni, con un costo complessivo di 28,8 milioni di euro. Più sfumata – ed è onestà intellettuale pura e semplice – la trasformazione delle due vasche in 1° modulo della piattaforma Europa: occorreranno altri 30 milioni di euro (che non sembra ci siano ancora) e specialmente non si parla dei tempi.

Ma il punto focale dell’intero piano, come del resto ha sottolineato lo stesso presidente Piccini, è il principio che le banchine torneranno ad essere pubbliche, svincolate dalle concessioni.  Nel comitato portuale di Capraia nessuno ha obiettato: vero che c’erano circa 20 membri del comitato su 30, e vero anche che siamo all’inizio di un percorso di consultazioni in cui eventuali obiezioni potranno emergere. Ma anche considerando solo questa unica scelta, la fine del primo mandato di Roberto Piccini si avvia ad essere assai poco tranquillo. E forse è un bene che sia stato finalmente messo il dito nella (in una) piaga…

Antonio Fulvi


Pubblicato il
21 Aprile 2010

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