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E la riforma? quasi bagarre al Senato

ROMA – Se non bastassero le fibrillazioni in Assoporti, con la crescente perdita di “pezzi pregiati” (Merlo, Di Marco, etc.) dall’associazione, anche in Parlamento non sembra che le cose vadano meglio sulla riforma della riforma.
[hidepost]Tra le novità, la “resa” di Lupi sul caso Massidda, che è stato rimosso dal ministro anche da commissario del porto di Cagliari, sostituito dal comandante della Capitaneria capitano di vascello (Cp) Vincenzo De Marco.
Le ultime indiscrezioni romane arrivano dalla commissione lavori pubblici del Senato dove si stanno faticosamente discutendo i tanti emendamenti presentati al testo del ddl di riforma, quello chiamato ufficialmente Filippi-Matteoli e nei corridoi chiamato “la riformicchia”.
All’assalto del testo sono specialmente i pasdaran di Grillo con la senatrice Andrea Cioffi che ha “sparato” emendamenti non certo marginali. I Cinque Stelle chiedono: che i candidati alla presidenza delle Autorità portuali non abbiano ricoperto altre cariche pubbliche (De profundis per i sindaci..); che non ricoprano in contemporanea altri incarichi pubblici; che dopo la fine del mandato non svolgano incarichi in campo marittimo e logistico (conflitti di interesse). Pare che lo stesso presidente della commissione del Senato, Altero Matteoli, abbia invitato la grillina a riformulare le sue richieste con emendamenti “meno drastici”. E il tutto è slittato ad altra, prossima seduta. Da parte sua il senatore Filippi, portavoce della linea Ds, insiste sulle candidature alla presidenza “di alta esperienza istituzionale, amministrativa o professionale nelle materie di competenza dell’Autorità portuale”, che sembra una formula abbastanza surrettizia per accontentare, almeno nella forma la clamorosa sentenza che ha “defenestrato” a Cagliari il senatore Massidda.
Se al Senato si traccheggia, alla Camera non si va molto più avanti. E’ partita anche un’interrogazione al ministro Lupi perché si proceda “al più presto” a rivedere i criteri di nomine alle presidenze. Un passaggio importante della riforma, ma solo un passaggio, diventato a quanto pare prioritario. E per il resto? Avanti adagio, quasi indietro…
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
8 Febbraio 2014

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