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Dalla XIX Euro-Med Convention la ricetta Grimaldi sulla riforma

Più che l’Autorità di sistema deve contare la qualità del management nei porti- Le tre “I” di Cancian, le problematiche dell’LNG e le altre soluzioni per ridurre le emissioni navali

I relatori di una delle sessioni della Convention Euro-Med.

BARCELLONA – Nella XIX Euro-Med Convention “From Land To Sea” organizzata dal Gruppo Grimaldi che si è tenuta nei giorni scorsi nella città catalana, oltre 500 persone tecniche del settore hanno potuto approfondire i temi caldi dello short sea shipping; un tipo di traffico che porta già buoni risultati sotto il profilo economico ed ambientale e che continua ad avere margini di progresso. Fra i relatori – oltre all’amministratore delegato del Gruppo partenopeo, Emanuele Grimaldi – i vertici delle Autorità portuali di Barcellona, di Valencia e di Anversa, il responsabile ed il coordinatore delle Autostrade del Mare nella Commissione europea, il presidente della Rete Autostrade Mediterranee SpA, il segretario delle Infrastrutture e Mobilità del governo spagnolo, il segretario generale dell’ECSA, l’amministratore delegato del Rina ed altri importanti esponenti del settore.
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La passerella del terminal Grimaldi Group a Barcellona per l’accesso diretto dei passeggeri ai traghetti.

“Nel 2015, contrariamente alle previsioni fatte lo scorso anno, si è avuto un riscontro positivo per le compagnie marittime dovuto soprattutto al calo del prezzo del petrolio, ma anche al migliorato rapporto di cambio dollaro/euro che ha favorito gli scambi – ha detto Emanuele Grimaldi – oggi la situazione europea dà forza alle realtà maggiormente dinamiche incoraggiandole ad ulteriori iniziative. Il nostro Gruppo continua così a sviluppare nuovi collegamenti aumentando il livello dei benefici ambientali; il collegamento Barcellona-Livorno, ad esempio, riduce del 53% le emissioni di Co2 rispetto allo stesso percorso su strada, riduce l’inquinamento acustico ed annulla il rischio di incidenti. L’attenzione all’ambiente è un punto focale per noi tanto che negli ultimi tre anni abbiamo investito in green technology 200 milioni di euro”.
La conferma della volontà del settore pubblico di favorire questo tipo di traffici affinché si realizzino sempre più vantaggi per la società e per chi investe è venuta dal responsabile Motorways of the Sea della Commissione Europea. Nel corso della conferenza si sono valutate le due possibili forme di aiuto statale: quelle che prevedono l’utilizzo di fondi pubblici e le altre che sono orientate ad eliminare o ridurre gli ostacoli. 300 miliardi di euro saranno destinati dalla Commissione Europea a questo settore per continuare a sostenere il sistema degli scrubbers, sviluppare la rete Francia-Italia-Spagna, garantire i requisiti doganali e collegare l’Oriente ed il nord Africa alla riva del Mediterraneo. “Ma serve la cooperazione fra operatori ed autorità portuali – ha detto il direttore del Porto di Barcellona – quella resta la chiave di volta per risolvere tanti problemi” ed ha portato come esempio tangibile l’attuale competitività raggiunta dal suo scalo e dai suoi operatori con la creazione del terminal di short sea shipping nel quale il Gruppo Grimaldi ha investito 20 milioni di euro.
Sull’incentivo Ecobonus, previsto dal governo spagnolo per i collegamenti con l’Italia, il presidente della RAM, Antonio Cancian, ha informato che anche il nostro ministro Delrio ne riproporrà l’utilizzo come Marebonus; nella legge di stabilità è riservata a questo fine una cifra importante ma sarà rivolta solo a determinate situazioni e condizioni (ricordiamo che l’Ecobonus riuscì a sottrarre alla strada 500 mila viaggi di teu/anno dal 2007 al 2010 con benefici nella logistica complessiva ma venne poi sospeso perché ritenuto aiuto di Stato dall’Unione Europea). “Ma la soluzione migliore – ha detto il presidente – è perseguire il progetto europeo CEF poiché è solo l’Europa, con la sua ampia prospettiva, che può rispondere in modo adeguato su questo argomento. Il progetto si chiama Med Atlantic Ecobonus e proprio in questi giorni se ne sta studiando la migliore impostazione a livello europeo”. Per sviluppare le Autostrade del Mare, secondo Cancian, è importante però che prima di concedere incentivi si creino pari condizioni nelle varie modalità di trasporto: acqua, gomma e ferro. “Credo ci siano diverse condizioni nelle infrastrutture e nelle infostrutture europee e pertanto non sussistano pari opportunità di accesso alle tre modalità citate. Riassumo con tre “I” – ha continuato il presidente – gli interventi primari da effettuare: intermodalità fra le componenti del sistema portuale (autoporto, interporto, retroporto), interconnettività ovvero l’aggancio dell’ultimo miglio tra i grandi assi europei ed i porti o i nodi core, e come terza l’integrazione: necessitiamo di progetti integrati che coniughino il trasporto con la telecomunicazione, con l’efficienza energetica, e con ogni altro aspetto che possa completarne la funzione; viceversa continueremo ad avere, come oggi abbiamo nella grande maggioranza dei casi, solo progetti insostenibili dal punto di vista economico, sociale ed ambientale”.
Sul fronte delle emissioni si è discusso dello smaltimento delle acque residue degli scrubbers, ancora in attesa di soluzione, e dell’alternativa data dal gas naturale liquefatto “che è ancora poco venduto e solo appena più economico” ha detto Grimaldi, che ha anche informato su un nuovo sistema per la riduzione di emissioni adottato attualmente dal Gruppo sulle navi passeggeri che sta dando risultati superiori alle aspettative.
L’orizzonte si è ulteriormente allargato nella conferenza stampa del pomeriggio dove Emanuele Grimaldi ha espresso il suo punto di vista su alcuni punti della attesa riforma portuale come la governance dei porti: “Non ritengo che unire i porti sotto una autorità di sistema sia così fondamentale, ritengo piuttosto che la priorità sia trovare dei buoni presidenti per le autorità portuali, così come devono esserlo i segretari generali ed il management nel suo complesso”. Anche sulle concessioni ha evidenziato la necessità che non ci sia più tolleranza ove queste non vengono pagate, sofferenza purtroppo presente in diversi porti italiani. Ottimo sarebbe chiedere investimenti ai privati in contropartita a concessioni di lunga durata, così come avviene in maniera regolamentata ed automatica in Spagna. Ha infine chiesto attenzione affinché non si consenta ad alcuni porti di vivere di rendite di posizione, ma piuttosto si agisca nell’ottica di una visione comune.
Cinzia Garofoli

Pubblicato il
4 Novembre 2015

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