Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Ora Taranto rivendica l’Authority di sistema

Ma il ministro Delrio glissa e richiama i porti a lavorare per l’efficienza del sistema – Rimane aperto anche il problema della gestione della nuova importante realizzazione

Graziano Delrio

TARANTO – Come in tutte le cerimonie pubbliche, c’è stato il taglio del nastro con le massima autorità regionali e con il ministro Graziano Delrio insieme a loro. Ma l’inaugurazione della piattaforma logistica del porto di Taranto ha segnato anche – oltre che alla volontà di “far resuscitare” un porto dato per spacciato dopo l’abbandono per sfinimento da burocrazia di Evergreen ed Hutchinson – un salto al buio che non può non preoccupare. La nuova piattaforma, che arriva dopo quasi dieci anni di promesse mancate, si estende su 200 mila metri quadrati di aree, è strutturata tra capannoni e magazzini destinati allo stoccaggio delle merci (che reefer) ed inaugura una serie di cinque opere che dovranno essere realizzate in tempi rapidi. Perché allora un salto nel buio?
[hidepost]Perché, come ha detto il ministro Delrio, “Abbiamo cercato in tutti i modi di trattenere gli investitori precedenti ed è chiaro che adesso il vuoto ci preoccupa. Il nostro impegno attuale – ha concluso – è di cercare una soluzione alternativa, che non riguardi solo il transhipment”. Con lui Claudio Vezzosi, presidente di “Taranto Logistica” che ha investito nella piattaforma quasi 40 milioni di euro su un totale di 220 milioni in gran parte pubblici: “Dobbiamo passare il più presto possibile all’operatività del terminal”. Un appello che suona quasi drammatico, dopo il calo verticale del movimento dei container seguito all’abbandono di Evergreen.
Le speranze di nuova operatività di Taranto si sono incrociate, nel corso della cerimonia ma anche nei giorni successivi, con il dibattito-diatriba su quale dei vari porti della Puglia dovrà essere sede dell’Authority accorpata nel quadro della riforma della 84/94 (dalla bozza presentata da Delrio, saranno accorpati Bari, Brindisi, Manfredonia e Taranto). Taranto ovviamente si propone come “core port”: ma anche Bari è “core port” e non sembra disponibile ad abbassare le armi. Il ministro da parte sua ha invitato alla Concordia, a guardare all’efficienza del sistema più che a chi avrà il … bastone da maresciallo. Ma l’impressione è che ci sarà battaglia e senza esclusione di colpi.

[/hidepost]

Pubblicato il
9 Dicembre 2015

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio