Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti

Flessibilità e investimenti contro l’instabilità

La ricetta presentata sui problemi aperti dal Medio Oriente – L’intervento di Sommariva

Mario Sommariva

TRIESTE – “Sì, a Trieste vale la pena investire. Per farlo però c’è necessità anche di chiarezza della burocrazia: ci deve essere un’Autorità sovraordinata alle altre, che non può essere che l’AdSP, per coordinare le altre ed attuare quanto necessario al sostegno ed allo sviluppo dei traffici. Altrettanto è necessaria la collaborazione e la determinazione di tutte le categorie portuali che devono lavorare sinergicamente per mantenere qualità, affidabilità e competitività delle attività offerte dal porto di Trieste tramite i suoi operatori”. Queste le conclusioni tratte dal presidente del Propeller Club di Trieste, Fabrizio Zerbini, al termine della serata conviviale che ha visto svilupparsi un interessante dibattito su Egitto, Turchia, Israele ed i traffici con l’Adriatico, in relazione alla situazione di instabilità socio-economica in Medio Oriente.
[hidepost]La serata è stata aperta da un’esemplare sintesi del professor Stefano Pilotto (docente di Storia delle relazioni internazionali al MIB di Trieste), che ha ripercorso i tratti della crisi economica globale “nata in USA e esportata in Europa”, spiegando le “primavere arabe” e definendo un quadro desolante delle sofferenze europee e dell’impasse nel processo di integrazione. “Il porto di Trieste ha un Piano di sviluppo con nuovi spazi a disposizione. Ma ne varrà la pena, ci saranno nuovi traffici”? ha chiesto in modo provocatorio il professor Pilotto, secondo il quale il Medio Oriente sarà strategico in questa fase di sviluppo.
Le risposte, oltre che dalle conclusioni del presidente Zerbini, sono arrivate dal Segretario generale dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Orientale (ex Autorità portuale di Trieste), Mario Sommariva. “La situazione, con la crisi della democrazia stessa come rappresentanza e gestione del potere politico, è terribile, ma il porto di Trieste – ha spiegato Sommariva – può giocarsi molte carte in prospettiva, tra le quali quella dell’internazionalità, della polifunzionalità di traffico e della complementarietà con Monfalcone”.
In precedenza erano intervenuti, portando casi specifici riferiti alle aziende, Sabrina Falceri (responsabile linea traffici IntraMediterraneo di Evergreen), Francesco Parisi (presidente EMT) e Stefano Visintin (presidente Associazione Spedizionieri FVG). “In Egitto il crollo dei traffici è iniziato dal 2011 e il raddoppio del canale di Suez – ha spiegato Falceri – non ha portato i risultati sperati. In Turchia pare che il tentato golpe non abbia portato conseguenze, il Libano, invece, convive da lunghi anni con una situazione di guerra, ma è riuscito a rafforzare il “canale Beirut” verso la Siria, che ha azzerato le importazioni attraverso i suoi porti. La Libia, infine, ha registrato un calo di traffico fortissimo per Evergreen, ma ci sono enormi potenzialità”.
Di alternanza tra crescita e calo ha parlato invece Francesco Parisi: “Per noi l’attività di spedizione verso il Mediterraneo orientale è sempre stata importante. Paradossalmente si è rivelata una delle più stabili nel corso dei decenni. C’è preoccupazione per l’instabilità politica della Turchia, ma sono più preoccupato per instabilità dell’Italia, e credo sia prematuro valutare oggi conseguenze del tentativo di golpe. Al momento non ci sono segnali di flessione. Per quanto riguarda la Siria, è cinico parlarne adesso, ma si attende un impatto dall’opera di ricostruzione”.
“Non sempre i punti di forza del porto di Trieste possono essere sfruttati per implementare i traffici di merci varie ma vanno sviluppate idee imprenditoriali nuove, per portare nuovi traffici – ha detto Visintin – e non portarsi via l’un l’altro ciò che già esiste”.
In chiusura, il presidente Zerbini ha posto l’accento sulle nuove possibilità offerte dall’integrazione del porto di Monfalcone nel quale, onde dare programmazione e garanzia d’ormeggio alle navi di linea, dovrà essere attivata la figura e l’attività del terminalista, concessionario e gestore di aree di piazzale e di banchina, oggi totalmente assente, seppure previsto, da tempo, dalla normativa.

[/hidepost]

Pubblicato il
5 Novembre 2016

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio