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Darsena Toscana come cambia con “Infracapital”

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GENOVA – Due settimane, più o meno: e gli assetti in GIP, il Gruppo Investimenti portuali di Luigi Negri, Nanni Cerruti, Marco Magili e Giulio Schenone, cambiano sostanzialmente con l’ingresso in forze del Fondo d’investimento inglese “Infracapital”. La notizia, per chi segue queste cose, non è nuova. E lo stesso Negri ne aveva parlato alla fine dell’anno scorso in una serie di interviste genovesi.
Adesso però siamo, come si dice in Toscana, alla porta coi sassi: ovvero, siamo al cambio degli assetti nei terminal portuali di GIP, tra i quali il Vte, il veneziano Vecon e il livornese Tdt. Che cosa deciderà, dal punto di vista della “governance” dei suddetti terminal il nuovo maggior azionista inglese, è tutto da vedere. In genere i Fondi d’investimento sono molto attenti alla gestione oculata ma aggressiva, nel senso che spingono a guadagnare. Nel caso del Vte, come del livornese Terminal Darsena Toscana, i rendimenti sembrano ad oggi più che soddisfacenti, ma mai dire mai. Per Livorno inoltre c’è una situazione abbastanza atipica: l’80% del Tdt è di Gip e il resto di Cilp, che a sua volta è partecipata al 50% da NGI dei gruppi Neri e Negri. E non ci risulta che NGI abbia intenzione di mollare, visti anche i nuovi investimenti che attraverso Cilp ha fatto e sta facendo (Paduletta e non solo).
I nuovi assetti del terminalismo italiano andrebbero forse inquadrati in una più generale strategia del mondo della logistica. Dove appare sempre più evidente l’impegno dei grandi gruppi armatoriali a comprarsi i terminal, inserendoli nei propri network trasportistici. I terminalisti “puri”, che ancora ci sono, resistono e rilanciano. E i fondi d’investimento vedono nella vicenda un’occasione, che è appunto d’investimento. Da capire se si tratta di strategie a lunga scadenza o solo dell’antico sistema del compro/baratto/vendo che ha arricchito “raiders” ben noti ma assai meno gli oggetti delle operazioni.
Ci dicono, nel frattempo, che l’NGI livornese abbia ulteriormente rafforzato le proprie “spalle” e che Cilp sia pronta a fare altrettanto. Per il Terminal Darsena Toscana cambierebbe il socio di riferimento con l’ingresso in forze degli inglesi, ma non la “governance” né la livornesità. Nel sognato progetto della Piattaforma Europa, anche questo può essere una garanzia: volendo accontentarci. E sperando che la politica, una volta tanto, non si muova (o non dorma) senza capirci nulla.
Antonio Fulvi[/hidepost]
Pubblicato il
11 Febbraio 2017
Ultima modifica
13 Febbraio 2017 - ora: 17:39

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