Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Antonio Maneschi: Gamba ferroviaria e gamba marittima

Antonio Maneschi

LUGANO – Centomila container all’anno, contenenti merci ad alto valore aggiunto e quindi in grado di pagare noli più remunerativi per il trasporto con destinazione e provenienza il centro Europa. È questo l’obiettivo ormai ufficializzato dalla Cina per la linea ferroviaria merci che sarà l’asse terrestre della nuova Via della Seta.

Dal 2011 a oggi – torna a sottolineare Antonio Maneschi (chairman della società svizzera Sisam Lugano specializzata nella logistica di impiantistica che fa parte della multinazionale tascabile Sisam, con interessi in Italia, Turchia, paesi del Mar Nero, Medio ed Estremo Oriente) già intervenuto al recente convegno di Lugano su cui abbiamo riferito nel numero scorso – cinquemila treni container hanno percorso le linee ferroviarie dal sud-ovest della Cina per essere sbarcati in una serie di terminali ferroviari che dalla Polonia e Cecoslovacchia arriva ad attestarsi su Duisburg, in Germania. A oggi esistono 52 rotte ferroviarie fra 32 città cinesi e 12 paesi europei.

[hidepost]

Gran parte dei carichi trasportati via treno sulla nuova Via della Seta – sottolinea di nuovo  Maneschi –  è rappresentato da prodotti elettronici. Per altro Duisburg, inizialmente pensato come terminal per il traffico locale, ha assunto le caratteristiche di un hub di consolidamento e distribuzione per il Centro e l’Est Europa.

Secondo una previsione delle Deutsche Bahn confermata dalle Ferrovie cinesi, il traffico ferroviario di container su questa direttrice raggiungerà i centomila teu nel 2020, ma considerando i tassi di crescita (in 55 mesi il traffico è salito da 1.000 teu a 100.000) è difficile porre limiti allo sviluppo di questa direttrice ferroviaria considerata “la seconda gamba” della nuova Via della Seta.

Se è vero che, vista la portata delle nuove portacontainer superiore ai 20.000 teu, il traffico via mare continuerà a svolgere quantitativamente un ruolo assolutamente primario – afferma Antonio Maneschi – è altrettanto vero che la nicchia dell’alto valore aggiunto, relativa a traffici come la componentistica e i prodotti finiti elettronici, la componentistica del settore automotive e i prodotti dell’industria della moda e del lusso, potrebbero in modo sempre più massiccio concentrarsi sulla tratta ferroviaria (lunga 12.000 chilometri) est-ovest. Una linea, questa, che prima di giungere a Duisburg, situato strategicamente al centro del mercato europeo, attraversa Kazakistan, Russia, Bielorussia e Polonia, prima di penetrare in Germania.

“Sino a oggi – commenta Maneschi, approfondendo i temi illustrati a Lugano – l’Europa ha concentrato la sua attenzione sulla direttrice nord-sud che finalmente per quanto riguarda il collegamento fra Mediterraneo (porti liguri) e Reno, sembra aver superato il punto di non ritorno. Credo sia indispensabile oggi e in prospezione futura valutare il valore dell’incrocio fra queste due direttrici nord-sud ed est-ovest e valutare per tempo anche i vantaggi che potrebbero derivarne per il mondo italiano dei trasporti e della produzione”.

[/hidepost]

Pubblicato il
4 Aprile 2018

Potrebbe interessarti

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio