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“Cruise impact in Leghorn”

Stefano Corsini

LIVORNO – Il titolo: Welcome to Livorno, port for Tuscany. Ovvio naturalmente: ma con un significato più significativo visto che viene non dalle istituzioni livornesi ma dalla Regione Toscana e dall’Irpet, ovvero dall’istituto regionale di programmazione economica, sia pure con il supporto della Camera di Commercio dell’AdSP e della Porto 2000. Così più ancora delle presentazioni, affidate ai presidenti Stefano Corsini, Luciano Guerrieri e Riccardo Breda – il sindaco Nogarin s’è fatto sostituire dall’assessore al turismo – ed alla successiva tavola rotonda (hanno partecipato Massimo Provinciali, Pierluigi Giuntoli, Michel Nestour, Leonardo Massa, Gina Giani, Silvia Burzagli e Massimo Bendinelli) fanno riflettere i risultati della ricerca dell’Irpet sull’impatto economico delle crociere nel territorio.

Due premesse ci sembrano doverose: Stefano Corsini, presidente dell’AdSP, ha ricordato che le crociere ormai vanno considerate nel “sistema”, cioè anche su Elba e Piombino; e che l’impegno dell’istituzione dei porti ha senso se e in quanto supportata dalle città, che sono il naturale teatro dell’arrivo dei croceristi. La seconda premessa: Luciano Guerrieri ha sottolineato il forte aumento delle crociere per questi primi sei mesi e gli incrementi ancora maggiori previsti per il 2019, quando – si spera – sarà completato anche l’iter di privatizzazione della Porto 2000.

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Ma sono i dati dell’Irpet (riferimento 2016 peccato, un pò datato…) con le relative considerazioni, a dare senso compiuto al “Survey on the cruise impact in Leghorn”. In quell’anno l’attività crocieristica ha prodotto 52,2 milioni di euro di spesa in loco, che hanno attivato 26,7 milioni di valore aggiunto e 31,6 milioni di PIL in Toscana, oltre a 470 posti di lavoro-equivalenti full time. All’interno dell’economia livornese ricade il 49% della spesa, cioè 25,7 milioni di euro che determinano circa 8.8 milioni di valore aggiunto e 142 unità di lavoro-equivalenti full time.

Tutto bene? Buoni risultati ma secondo Irpet nettamente migliorabili: in particolare con una “cabina di regia” tra istituzioni e portatori di interessi (associazioni, categorie, offerte turistiche e ricettive). Vanno valorizzati i “tesori” della città: dai Fossi alle Fortezze, dal mercato centrale ai musei, dal rapporto con l’aeroporto Galilei alla cultura. La “Livorno Card”, già istituita per gli equipaggi, va integrata e diffusa: bisogna in particolare – dice l’Irpet – investire sul capitale umano, creando anche la figura attualmente mancante del destination manager. Vanno infine trovati nuovi canali di finanziamento dell’offerta, essendo insufficienti le risorse pubbliche. E in particolare, come ripete da tempo Corsini, “occorre fare squadra”, superando rendite di posizione di personaggi improvvisati, compartimenti stagni tra istituzioni, inveterate abitudini di un territorio che non ha ancora una profonda cultura del turismo. Come faceva dire il Manzoni a don Ferrante, Adelante, Pedro!

A.F.

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Pubblicato il
21 Luglio 2018

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