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E adesso bruciare i tempi

GUASTICCE – Era, ce lo ricordiamo tutti, un pozzo senza fondo: che si limitava, per forza più che per scelta, a un’attività immobiliare, con l’handicap ancora attuale di costi altissimi dei terreni. Costi dovuti all’essere nato su una palude, con la necessità di consolidare e bonificare ogni metro quadro.

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Parlare di miracolo è eccessivo, lo sappiamo. Ma anche se alcuni degli annunci fatti da Nastasi e Fulceri dovranno essere realizzati, l’aver sostenuto che l’interporto da oggi riparte non è una fola. Come è corretto il ringraziamento rivolto al presidente della Regione Rossi che per l’interporto – e anche per il sistema portuale, va detto – si è speso sia nella sua carica che nell’impegno personale. A Rossi abbiamo spesso rimproverato un dettaglio non da poco, il non aver ancora affrontato con la consueta grinta la soluzione dello sciagurato sbocco dello scolmatore dell’Arno in Darsena Toscana. Sbocco che condiziona il primo terminal container del porto e rende ridicola ogni “sparata” a favore di una Darsena Europa che sarebbe condizionata da un imbuto stradale e ferroviario da terzo mondo. Ma per il resto il presidente della Regione ha lavorato e lavora con impegno, intelligenza e risultati, per il sistema logistico della costa che oggi fa veramente perno sull’interporto.

La speranza è che i tempi di realizzazione dei raccordi ferroviari (“scavalco” ma anche collegamenti alla rete) non siano come quasi sempre storici. L’economia vola e chi non riesce a stare ai suoi tempi perde la partita. Le recenti scelte di Contship Italia di potenziare in Marocco invece che a Cagliari e a Gioia Tauro dovrebbero insegnarlo.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
27 Marzo 2019

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