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A Gioia Tauro protocollo bis sui controlli preventivi anti-racket

GIOIA TAURO – L’Autorità Portuale di Gioia Tauro e la Prefettura di Reggio Calabria, con la diretta partecipazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno siglato un “Protocollo di Legalità” per rendere più stringenti i controlli preventivi ed evitare i tentativi di ingerenze della criminalità organizzata nell’azione amministrativa e nel settore degli appalti pubblici nel porto di Gioia Tauro.

Alla presenza del procuratore Capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, il Protocollo sottoscritto dal Commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli, dal prefetto di Reggio Calabria, Massimo Mariani, e dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, senatore Danilo Toninelli, rinnova il precedente Protocollo di Legalità sottoscritto nel 2010 dalla Prefettura di Reggio Calabria e dall’Autorità portuale di Gioia Tauro.

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Il rinnovo si è reso necessario alla luce delle modifiche della normativa di settore e, altresì, per l’esigenza di coinvolgere, direttamente, le realtà imprenditoriali presenti in porto (terminalisti – concessionari ed imprese portuali) nell’adesione ufficiale a tale Protocollo. Ne consegue, quindi, che tutte le aziende operanti nell’area portuale saranno chiamate ad aderire, con apposita sottoscrizione di atto, alle condizioni definite al suo interno e dovranno inserire la clausola di adesione in ogni contratto che ne stabilisce la loro operatività dentro lo scalo.

A dare inizio alle adesioni dei privati al Protocollo di Legalità, dopo la firma del Protocollo di Legalità, seduto allo stesso tavolo istituzionale è stato il direttore di Terminal Investment Limited (TIL), società controllata da MSC e principale terminalista del porto di Gioia Tauro, Paolo Maccarini che ne ha sottoscritto l’adesione, controfirmata dal commissario Agostinelli.

“In un’area oggetto di marcato interesse delle cosche mafiose – ha spiegato il commissario straordinario Andrea Agostinelli – l’azione di prevenzione, spesso, risulta il supporto essenziale alle attività investigative delle Forze dell’Ordine. Considerato, inoltre, il particolare momento che ci vede pronti ad avviare la programmazione di importanti opere pubbliche e l’appalto di servizi e forniture di rilievo, abbiamo deciso di dotarci di maggiori strumenti di controllo preventivo contro i tentativi di condizionamenti mafiosi nel settore dei lavori pubblici, durante l’aggiudicazione di appalti e subappalti e, altresì, nell’autorizzazione di concessioni d’esercizio d’uso delle aree demaniali e di quelle portuali di competenza dell’Autorità portuale”.

Corpo cruciale del Protocollo è, quindi, l’estensione delle verifiche antimafia richieste dalla Port Authority alla Prefettura durante l’iter di concessione di appalti e/o subappalti e nell’autorizzazioni di concessioni demaniali e di servizi all’interno dell’area portuale. Ricadranno sotto questo particolare scanner gli appalti di opere o lavori pubblici del valore superiore a 200mila euro. Nel settore del subappalto, invece, l’informativa si estende ai subcontratti per la realizzazione di opere e lavori pubblici del valore di 50mila euro. Mentre, per le prestazioni di servizi e forniture pubbliche, la soglia raggiunge gli atti concessori del valore superiore a 50mila euro. Ma non finisce qui. L’estensione dell’informativa antimafia tocca, naturalmente, l’importante settore delle autorizzazioni di concessioni demaniali marittime delle banchine portuali e degli spazi operativi, posti sotto la competenza dell’Autorità portuale.

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Pubblicato il
25 Maggio 2019

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