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Sicurezza nel trasporto delle merci su strada

BRUXELLES – Standard di sicurezza più elevati per gli autocarri nuovi, accesso limitato ai camion nei centri urbani in base agli standard di sicurezza dei mezzi, protezione degli utenti vulnerabili dall’interazione con i veicoli merci, interventi su eccesso di velocità, guida in stato di ebbrezza, affaticamento, distrazione, mancato uso della cintura di sicurezza.

Sono queste le principali raccomandazioni che il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC, organizzazione no-profit indipendente con sede a Bruxelles, impegnata nella riduzione di morti e feriti nei trasporti in Europa) rivolge a istituzioni europee, Stati membri, governi e autorità locali, nella nuova relazione sulla sicurezza del trasporto merci su strada.

Nell’Unione Europea – si legge nella relazione – un quarto (25%) dei morti per incidenti stradali sono conseguenza di incidenti che coinvolgono veicoli merci. Nel 2018, nei 27 Paesi UE, 3.310 persone hanno perso la vita in incidenti che hanno coinvolto veicoli pesanti (HGV = Heavy Goods Vehicle: 3,5 tonnellate o più) e 2.630 in incidenti che hanno coinvolto veicoli leggeri (LGV = Light Goods Vehicle: meno di 3,5 tonnellate).

Dalla relazione si ricava, inoltre, che, sulla base delle percorrenze, molte più persone muoiono in incidenti che coinvolgono veicoli pesanti per trasporto merci che in incidenti che coinvolgono solo veicoli diversi da quelli per il trasporto merci.

Non sorprende, dunque, che l’ETSC si dica particolarmente preoccupato per i rischi connessi alla circolazione dei veicoli pesanti per il trasporto merci. Il Consiglio sollecita, dunque, l’adozione di standard di sicurezza più elevati per i nuovi autocarri (l’UE ha convenuto di aumentarli a partire dal 2026: parabrezza più grandi e pannelli trasparenti nelle portiere, perché i conducenti possano vedere più facilmente gli altri utenti della strada; installazione sistemi di rilevamento di pedoni e ciclisti) e raccomanda alle autorità locali di attuare, nel breve termine, misure volte a garantire la sicurezza sulle strade soprattutto per gli utenti vulnerabili, citando ad esempio città come Londra, che limitano l’accesso ai centri cittadini ai camion, in base ai loro standard di sicurezza.

L’ETSC chiede, inoltre, che l’infrastruttura stradale che protegga meglio gli utenti della strada vulnerabili dall’interazione con i veicoli merci, realizzando, ad esempio, piste ciclabili separate e raccomanda una serie di altre misure per aumentare la sicurezza nel trasporto delle merci, coprendo i principali rischi di velocità inappropriata, guida in stato di ebbrezza, affaticamento, distrazione e mancato uso della cintura di sicurezza.

“Nelle ultime settimane della pandemia Covid-19 – ha commentato Antonio Avenoso, direttore esecutivo dell’ETSC – abbiamo visto città di tutta Europa adattare rapidamente le infrastrutture stradali per soddisfare l’aumento della domanda di ciclismo e camminata. Ciò dimostra quanto sia relativamente semplice introdurre misure salvavita, e anche quanto sia importante la volontà politica di realizzare rapidamente il cambiamento”.

“Le morti sulle strade – ha aggiunto Avenoso – uccidono un milione di persone in tutto il mondo ogni anno. Questa nuova crisi sanitaria pubblica porta con sé l’opportunità di ripensare la mobilità in modo da aumentare scelte salutari, ridurre gli infortuni e liberare risorse necessarie a lungo termine per i nostri sistemi sanitari.”

Il rapporto totale può essere scaricato all’indirizzo www.etsc.eu/pinflash39.

 

Pubblicato il
30 Maggio 2020

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