Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Energia dalle onde, ecco “Pendulum”

Nella foto: Il modello sperimentale.

ROMA – Produrre elettricità dal mare con un sistema innovativo, a basso costo, adatto anche ai bacini chiusi e capace di competere con le tecnologie rinnovabili più mature. Questo l’obiettivo con cui è nato il progetto del PEndulum Wave Energy Converter (PEWEC), convertitore di onde marine. 

L’iniziativa porta la firma dell’ENEA e del Politecnico di Torino che oggi presentano una versione avanzata del sistema. Testato per la prima volta a Roma nel 2016 in scala 1:12, l’apparecchio è composto principalmente da uno scafo galleggiante ormeggiato sul fondale e da un pendolo collegato all’albero di un generatore elettrico che è solidale con la struttura dello scafo. L’oscillazione del pendolo permette di produrre elettricità dal mare, sfruttando onde di piccola altezza e alta frequenza.

“Il PEWEC 2.0 presenta alcune migliorie tecnologiche rispetto alla versione precedente”, spiega Gianmaria Sannino, responsabile del Laboratorio ENEA di Modellistica Climatica e Impatti. “Un prototipo in scala 1:25 è stato testato presso la Vasca Navale dell’Università Federico II di Napoli per studiare la risposta dello scafo e degli ormeggi a onde estreme”.

La sperimentazione ha esposto il PEWEC ad onde onde particolarmente alte, sia regolari che irregolari, generate artificialmente all’interno del bacino di test. Il risultato? Il dispositivo ha mostrato un’ottima capacità di tenuta e di produzione elettrica anche in condizione estreme. “Questo tipo di prove – aggiunge Sannino – sono fondamentali per valutare le prestazioni e la resistenza dei convertitori anche in situazioni critiche di onde da tempesta”.

Il prossimo passo del team sarà sviluppare un modello su scala 1 a 1 da installare lungo le coste “più energetiche” del Mediterraneo, come quelle della Sardegna occidentale o del Canale di Sicilia. La versione finale avrà una potenza di 525 kW. E misurerà 15 metri di lunghezza, 23 di larghezza e 7,5 di altezza per un peso comprensivo di zavorra di oltre 1.000 tonnellate. 

Pubblicato il
19 Gennaio 2022

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio