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SMET, l’intermodale ci salverà

Domenico De Rosa

SALERNO – Settantacinque anni di esperienza, almeno due generazioni: e una consapevolezza che la logistica può e deve rispettare l’ambiente ma non con i proclami su tempi non realistici, bensì sull’impegno pratico dei mezzi e delle possibilità già esistenti: incentivando al massimo l’intermodalità sul mare e sul ferro. Ne parliamo con Domenico De Rosa, ad del gruppo SMET, che ha una trentina di sedi tra Italia e paesi esteri.

Il primo interrogativo a un operatore logistico così importante e radicato: siamo di nuovo in difficoltà nel comparto, dopo i proclami ottimisti del 2021. Perché?

“Il perché l’avevamo ampiamente previsto e con esso la stagflazione in cui siamo ormai entrati: sono molteplici le cause, a partire dai colli di bottiglia sulle materie prime, la riduzione delle capacità lavorative nelle aziende per la pandemia e le quarantene, e il precedente di un 2019 che vedeva l’Italia già in affanno e un 2020 con evidente crollo.

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Gli eccessi di ottimismo sui risultati del 2021 hanno creato aspettative per questo 2022 difficili da confermare, con gli slogan che noi pragmatici preferiamo lasciare ai politici”.

C’è tuttavia un forte impegno per una transizione energetica che dovrebbe contribuire a salvaguardare l’ambiente e anche a migliorare la logistica…

“La ricerca della sostenibilità ambientale per noi è non solo importante ma ce ne rendiamo protagonisti. Semmai possiamo contestare alcune modalità di cui si parla e specialmente i tempi imposti, del tutto non realistici. Riteniamo sia sbagliato il potere salvifico attribuito all’elettrificazione spinta delle modalità produttive e trasportistiche quando per far fronte alle maggiori richieste elettriche in alcuni importanti paesi si riaprono le centrali a carbone e la stessa Russia sta aumentando l’export del carbone destinato alla produzione elettrica: un paradosso che non aiuta affatto l’ambiente”.

Da pragmatici e realisti, voi della SMET che cosa suggerite per una vera transizione energetica?

“Per noi è fondamentale spingere sull’intermodalità della logistica, lavorando in un paese dove le merci viaggiano ancora in prevalenza su una rete autostradale che è la più ammalorata d’Europa, con il relativo problema dell’inquinamento, dei ritardo, del lavoro stressante, delle code agli hub e alle frontiere. Il ricorso all’intermodalità è oggi la prima soluzione realistica, che coniuga la sostenibilità ambientale e il rispetto sociale per il Paese e per i lavoratori. Il ricorso al trasporto marittimo e a quello ferroviario, cui ci siamo da tempo dedicati a pieno regime, sono la soluzione più concrete e attuale, in attesa di tecnologie che ci consentano di avere davvero energia elettrica a basso o nullo impatto ambientale.

C’è anche una maggiore sensibilità dei committenti su questi temi?

“C’è sensibilità nei nostri committenti e anche la ricerca delle soluzioni più adeguate. Noi come SMET ripresenteremo, con le nostre proposte e le nostre analisi, insieme ad ALIS dal 16 al 19 alla fiera di Verona proprio nel quadro degli stati generali del trasporto sostenibile, a conferma anche dei valori condivisi dal gruppo trasportistico Grimaldi con cui collaboriamo da sempre”.

A.F.

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Pubblicato il
16 Febbraio 2022

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