Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

La Cina al top per la moda italiana

MILANO – Che c’entrano le grandi sfilate della grandissima moda 👔👖🧥👗🥻, in corso tra Roma, Milano e Parigi, con la logistica? E specialmente con l’interscambio internazionale verso l’estremo Oriente, oggi sotto esame critico dopo i passi indietro annunciati sulla “Via della Seta”?

Ci sono alcune cifre a dire cosa c’entrano: dai rapporti sulle sfilate, emerge che anche per quest’anno, malgrado le crisi che attanagliano anche il Dragone, la 🇨🇳 Cina 🇨🇳 rimane il primo cliente al mondo per i generi di gran lusso del 🇮🇹 Made in Italy 🇮🇹.

Nel 2022 – ultimo anno completamente censito -, i cinesi hanno speso in beni di lusso italiani ben 59 miliardi di euro e le previsioni degli istituti di ricerca parlano di un continuo crescendo che nel 2030 – sarà ottimismo, sarà sicurezza nell’uscita del Dragone dall’attuale crisi dell’immobiliare – dovrebbe decuplicare la spesa. Si fanno anche le cifre: da 500 a 560 miliardi.

[hidepost]

Un miracolo?

Non sarebbe il primo, in quel mondo lontano ma con enormi potenzialità che è l’immenso paese ormai interamente votato alle economie di mercato. Altro punto importante per l’Italia è che i cinesi viaggiano sempre di più.

Lontani i tempi in cui erano massa sottopagata di lavoratori con la valigia di cartone legata dallo spago (sono stati carne da cannone sia nelle colonie africane, sia nel Far west americano, con centinaia di morti per ogni chilometri di ferrovia costruite in zone impervie e selvagge) oggi i ricchi cinesi costruiscono navi da crociera progettate 🛳️ e arredate dall’Italia, gestite anche dall’Italia, in servizio anche sulle coste italiane.

Hanno sostituito i ricchi russi 🇷🇺, bloccati dalla tragica avventura in Ukraine. E se anche ci dicono che le giovanissime generazioni di cinesi, più istruite e di mente più allargata, sono maggiormente attenti all’economia mondiale e alla loro, le prospettive rimangono lontane da una stretta dei consumi. Questi i dati di fatto: da vedere, ovviamente, come si svilupperanno anche i rapporti nella politica internazionale tra Occidente e Oriente.

[/hidepost]

Pubblicato il
27 Settembre 2023

Potrebbe interessarti

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio