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Lion fish, predatore dall’est

Nella foto: Un Lion fish.

ROMA – Durante la recente quarta edizione di “Acli Terra Lab” 2024, la due giorni nazionale di incontri-dibattiti, seminari e attività formative tecnico-scientifiche con il mondo politico-istituzionale, realtà associative, operatori e imprese del settore agricolo e delle marinerie, il presidente nazionale Acli Terra, Nicola Tavoletta, ha sollevato il tema dell’equilibrio ambientale nel Mediterraneo. 

In particolare, Tavoletta ha rilevato la presenza crescente del Lion Fish, il pesce leone che sta già incidendo sullo stato della fauna marina nel Mediterraneo orientale, divorando moltissime specie e minacciando la biodiversità. 

Acli Terra, quindi, parte oggi con una campagna internazionale sulla gestione della presenza del Lion Fish nel Mediterraneo. 

Nei giorni scorsi, il presidente Acli Terra si è confrontato personalmente sul problema del Lion Fish nel Principato di Monaco, alla “Monaco Ocean Week”, sviluppando una rete internazionale tra associazioni per la sensibilizzazione sociale a questa questione ambientale, che può essere gestita solo con l’impegno dei pescatori e dei ristoratori.

Il Lion Fish, talora anche detto pesce scorpione, è, infatti, un pesce vorace, con una straordinaria capacità riproduttiva che sta avendo un impatto enorme tra Cipro, la Turchia e la Grecia.  Ora si starebbe avvicinando in Italia, puntando a colonizzare il Mediterraneo occidentale. Proviene dall’Oceano Pacifico e quello Indiano, è un pesce assolutamente commestibile, gustoso, però velenoso per gli aculei. Ha un impatto nettamente superiore al granchio blu, ma la buona notizia è che è gradevole in cucina, quindi l’unico predatore che può controllare la presenza per un equilibrio naturale è l’uomo. L’invasione di questa specie, tramite le imbarcazioni che provengono tramite il Canale di Suez, è dovuta a una rapida riproduzione, in due anni, di un +400%.

Pubblicato il
27 Marzo 2024
Ultima modifica
29 Marzo 2024 - ora: 14:16

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