Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Yang Ming, via il bacino

La “vasca” galleggiante dei Salvadori “provvisoriamente” alla calata Bengasi

LIVORNO – L’avevamo ipotizzato e alla fine è stato deciso così. Il bacino galleggiante di Salvadori è in fase di trasferimento dalla calata del Magnale alla dirimpettaia Bengasi. La decisione è stata ufficializzata in una riunione allargata a palazzo Rosciano, presenti i vertici dell’Autorità portuale, il capo dei piloti Salvatore Vasta, i Salvadori e un rappresentante della Capitaneria.
La permanenza del bacino galleggiante alla Bengasi sarà provvisoria.
[hidepost]E’ stato ribadito dall’Autorità portuale che rimarrà su quella banchina solo in attesa che sia pronto il dragaggio e la sistemazione dei muri di sponda nella darsena dei Calafati, dove da anni la pianificazione portuale indica che dovrà attestarsi in modo definitivo il bacino.
La Bengasi a sua volta ha una storia lunga e travagliata: da più di cinque anni sono stati fatti tentativi di ogni tipo-compreso l’impiego di microcariche di esplosivo – per demolire un antico zoccolo di cemento armato che ne limita la profondità. In attesa di riprendere i tentativi di arrivare al giusto fondale, adesso la sfortunata banchina ospiterà il bacino galleggiante, per il quale il pescaggio disponibile è sufficiente.
I Salvadori, a quanto risulta, non sono entusiasti del trasferimento, perché mancherà loro spazio a terra – anche se l’Autorità portuale sostiene che verrà loro assegnato – e specialmente perché la Bengasi è dall’altra parte del canale industriale rispetto agli uffici e ai magazzini e impone costosi trasferimenti di materiali e uomini dall’una all’altra sponda. Ma le altre soluzioni alternative prospettate in precedenti incontri erano ancora peggiori, se non impraticabili: come il posizionamento alla radice della banchina 75, proprio di fronte al “defunto” superbacino di carenaggio, in un’area che oggi è usata dalle crociere, che confina con i cantieri Benetti e che dovrebbe tra l’altro ospitare a breve le imbarcazioni da diporto in via di sfratto dal porto mediceo.
Il problema di fondo è che il bacino Salvadori, la dove è stato fino ad oggi, risulta incompatibile con le manovre delle grandi portacontenitori destinate alla Darsena Toscana. Condiziona infatti il bacino di evoluzione: e avrebbe condizionato in particolare l’evoluzione della Yang Ming da 8 mila teu che è attesa in porto tra la fine di questo mese e i primi giorni di agosto – salvo rinvii – per un esperimento che se riuscirà potrebbe aprire una linea della compagnia cinese con il Far East: linea quantomai necessaria ed auspicabile per il porto di Livorno.
A.F.

[/hidepost]

Pubblicato il
24 Luglio 2013

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio