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EURO-DIBATTITO

«Che autogol per Unione Europea l’estensione dell’Ets al trasporto marittimo»

Tardino (Authority Palermo): La transizione ecologica va coniugata con la competitività

Presentazione a Bruxelles di Osservatorio Eu Ets

PALERMO. Estendere al trasporto marittimo il sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets) è considerata «una norma che penalizza l’economia europea, incidendo sulla competitività di flotte e porti dell’Unione Europea». Anzi, «in assenza di un analogo sistema globale, la misura genera distorsioni di mercato, con effetti sui traffici marittimi e sull’attrattività degli scali europei rispetto a quelli extra-Ue». È quanto mette nero su bianco l’Authority palermitana ricordando che anche Espo, l’organizzazione che raggruppa le istituzioni portuali a livello europeo, per bocca della segretaria generale Isabelle Ryckbost – viene sottolineato da Palermo – «ha espresso preoccupazione, presentando a Bruxelles i primi risultati dell’Osservatorio Eu Ets dei “Puertos del Estado” spagnoli.

Annalisa Tardino, commissaria di Authority Palermo e Isabelle Ryckbost, segretaria generale di Espo

Quanto il tema dell’Ets applicato al trasporto marittimo sia al centro del dibattito europeo è emerso durante un incontro al quale ha partecipato anche Annalisa Tardino, commissaria straordinaria dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale. Il citato studio – viene messo in evidenza – rileva «un aumento significativo e anomalo delle attività nei porti non-Ue prossimi all’Europa e analizza le possibili ricadute sulla competitività dei porti europei e i rischi di rilocalizzazione delle emissioni, in vista della revisione del quadro normativo Ets per il 2026».

«Il lavoro dell’Osservatorio spagnolo – dice Tardino, intervenendo nel dibattito anche in rappresentanza di Assoporti, l’associazione dei porti italiani, su incarico del presidente Roberto Petri – rappresenta un autentico passo avanti. Si tratta di un lavoro più completo rispetto a quello realizzato dalla Commissione europea, che ho ritenuto incompleto. Ora dobbiamo concentrare i nostri sforzi sulle soluzioni relative al trasbordo. Su questo punto desidero essere chiara: estendere il perimetro della regola delle trecento miglia nautiche non è una soluzione efficace. Non funziona».

Tardino sottolinea che c’è bisogno di strumenti più incisivi e concreti, «a partire da una deroga che l’Italia ha richiesto più volte».

C’è poi un ultimo tema che «non possiamo ignorare», segnala la commissaria siciliana: «Nel nostro Paese affrontiamo un grave problema legato ai collegamenti con le isole maggiori e al sistema delle “autostrade del mare”, nonché allo “short sea shipping”, dove l’Italia è leader mondiale». Sono tutti aspetti che non sono stati affrontati nello studio spagnolo: «Anche su questi fronti, quindi, – afferma Tardino – sono necessarie misure correttive adeguate. Non c’è più tempo da perdere: dobbiamo agire rapidamente e con determinazione. Gli obiettivi della transizione ecologica vanno coniugati con la salvaguardia della competitività del sistema portuale e della continuità territoriale».

Pubblicato il
23 Febbraio 2026

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