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Nel comitato portuale a Trieste il “niet” all’accordo di programma

Secondo l’Authority di Marina Monassi, il testo modificato all’ultimo momento imporrebbe oneri insostenibili di bilancio – La posizione della Regione sui finanziamenti

Marina Monassi

TRIESTE – Un comitato portuale urgente lunedì scorso, irritualmente aperto anche alla stampa per avere maggiore rilevanza: comitato per spiegare perché è stata “congelata” la firma dell’Autorità portuale sull’Accordo di programma per la riqualificazione delle attività industriali e portuali. E a Trieste risale la tensione, anche perché i tempi sono praticamente scaduti.
Come ha spiegato il presidente Marina Monassi, l’Authority aveva dato il proprio assenso a un testo che però successivamente è stato emendato dalle altre istituzioni firmatarie in termini tali che “avrebbero portato a una diminuzione non quantificabile ma certo importante delle entrate nel bilancio della stessa Port Authority e ad un ulteriore aggravio finanziario intorno ai 10 milioni di euro per oneri ambientali non di propria competenza”.
[hidepost]“Spiace prendere atto – è stato sottolineato nel corso dell’incontro di lunedì – che coloro i quali hanno redatto il testo finale dell’Accordo non abbiano tenuto conto delle osservazioni trasmesse dall’Autorità portuale”. Osservazioni tra l’altro molto dettagliate, che facevano presenti i rischi per la stessa tenuta dei bilanci del porto e di alcune delle sue componenti.
In comitato portuale ha avuto ovviamente vasta eco anche la serie di commenti apparsi sulla stampa locale dopo la sospensione della firma sull’Accordo. In particolare si è risposto – da quanto risulta del dibattito – alle osservazioni della Regione che teme la perdita dei finanziamenti promessi – 26 milioni di euro di fondi per lo sviluppo – per la bonifica e il rilancio delle aree compromesse della ferriera di Servola.
La risposta, nella convocazione del comitato portuale di lunedì scorso, è stata che la modifica apportata all’ultimo momento al testo concordato “avrebbe comportato ripercussioni di non poco conto sul bilancio 2014, mettendone a rischio la stabilità”. E si è sottolineato anche il fatto che l’Autorità portuale è dotata di autonomia amministrativa, finanziaria e di bilancio piena, ai sensi della legge 84/94, sebbene taluni atti siano sottoposti all’approvazione da parte del ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Ne deriva – rileva la stessa Autorità portuale di Marina Monassi – che l’AP è un ente pubblico indipendente, quantunque sottoposto alla vigilanza del ministero delle Infrastrutture, del ministero dell’Economia e della Corte dei Conti”. Pertanto è dovere dell’ente portuale difendere i propri bilanci e non approvare atti che possono essere devastanti per gli stessi.
Relativamente all’Accordo di programma sulla crisi industriale complessa di Trieste il comitato portuale al termine della riunione ha dato mandato al presidente dell’Autorità Portuale Trieste, Marina Monassi, di approfondire anche con i ministeri firmatari dell’Accordo i seguenti punti:
1. l’aspetto della competenza dell’Autorità Portuale di Trieste (Apt) nella quantificazione e riscossione dei canoni demaniali marittimi, nonché sugli ulteriori aspetti del procedimento concessorio;
2. l’aspetto della responsabilità dell’inquinamento che, da quanto si evince dall’Accordo stesso a pag. 7, comma d), 3° paragrafo, di fatto toglie la responsabilità alla Servola Spa per presunta impossibilità di risalire con certezza al responsabile, mentre la successione nel titolo concessorio – assentito senza soluzione di continuità fino dal 1962 – individua con certezza il soggetto obbligato alla rimessa in pristino delle aree demaniali marittime;
3. la questione relativa all’esclusione dall’Accordo della rimozione dei cumuli denominati “1”, localizzati sul promontorio nord dell’area demaniale della Ferriera di Servola; tale situazione potrebbe portare all’indisponibilità delle aree di cantiere per la realizzazione della Piattaforma Logistica ovvero ad un accollo straordinario di oneri in capo all’Apt per lo smaltimento del cumulo, stimato in non meno di 10 milioni di euro;
4. l’aspetto, a completamento delle problematiche ambientali, degli oneri di bonifica dei sedimenti marini antistanti la banchina dello stabilimento di Servola, come determinati dalle Conferenze di Servizi del ministero dell’Ambiente di dicembre 2012 e di aprile 2013.

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Pubblicato il
5 Febbraio 2014

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