Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

I commissari e la “spending” di Cascetta

ROMA – Con un titolo choc, qualche giorno fa il quotidiano di Confindustria Il Sole-24 Ore riportando il parere di non identificate “fonti governative” ha scritto testualmente che “i commissari fanno bene ai porti”.
[hidepost]Premettendo anche che su 25 Autorità portuali in Italia ormai 16 sono commissariate, l’articolo sosteneva in sostanza che i commissari, a differenza dei presidenti, hanno un “filo diretto con il MIT”, cioè il ministero che li ha nominati e possono portare avanti programmi di finanziamenti che erano fermi o quasi da anni.
Possiamo dirlo? La tesi è quantomeno singolare. Perché se fa capire dove va a parare, cioè alla “rivoluzione” della riforma che nominerà i presidenti delle Authority superstiti direttamente dal ministero senza interferenze localistiche, potrebbe anche aprire all’interrogativo su quanto i commissari stiano in realtà facendo per l’applicazione dei piani di razionalizzazione della logistica. Discorso complicato? Facciamolo più chiaro: nello stesso resoconto, il quotidiano cita che parecchi dei porti commissariati stanno allegramente ricevendo finanziamenti dello Stato che invece dovrebbero passare sotto la preventiva verifica della “Struttura di missione dell’ingegner Cascetta” creata dal governo proprio per una spending review (legge 164/2014) sui porti e reti logistiche.
Anche su queste colonne abbiamo riportato dei fondi assegnati ad Augusta, a Gioia Tauro, a Taranto, a Napoli, a Brindisi: tutti interventi utili, probabilmente, molti dei quali anche a sostegno di problematiche sociali pesantissime. Però che ne è della programmazione Cascetta? E quale sarà il discrimine temporale entro il quale finiranno queste elargizioni a pioggia per far scattare davvero la spending review della “Struttura di missione”?
Piccoli interrogativi in una realtà in cui lo stesso ministro continua a promettere che entro due mesi avremo la riforma. Salvo poi far capire che i commissariamenti devono durare almeno 6 mesi perché dall’emanazione della riforma al suo calare sull’operatività (decreti, dibattuti in aula, resistenze localistiche, eccetera) passeranno ben altri tempi.
Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
28 Novembre 2015

Potrebbe interessarti

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio