Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

La grande abbuffata sull’Iran

ROMA – Lasciamo perdere, per amor di patria, la figuraccia mondiale delle statue censurate. Ma anche sul tema dei grandiosi affari possibili con l’Iran dopo la fine dell’embargo occidentale, qualche analisi meno trionfalistica sta affiorando. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?
[hidepost]Diciamo che l’export italiano verso l’Iran oggi vale circa un punto percentuale sul totale delle nostre esportazioni, ma anche ai tempi più felici, quando c’era lo Scià che era notoriamente filo-italiano, non ha mai superato il tre per cento.
Poca roba: e questo è il bicchiere mezzo vuoto. Quello mezzo pieno, sottolineato con grande enfasi da tutta la stampa nazionale, è che l’Iran ha sete di tutto o quasi l’Italia può fornire, in campo di macchinari moderni, interventi di aggiornamento di vecchie strutture produttive, e anche navi, arredi di banchina, tecnologie. E’ stato sottolineato che la compagnia di navigazione di bandiera dell’Iran, la IRISL (Islamic Republic of Iran Shipping Lines) ha avuto una lunga tradizione di collegamenti con l’Italia, è appoggiata da noi ad Augusto Cosulich che certo non dorme ed è stata subito messa sotto pressione da alcuni dei nostri porti e dei nostri armatori (Messina, Msc) per eventuali joint.
Gran battere di grancassa sugli investimenti che l’Iran potrebbe o vorrebbe fare sui porti italiani, acquisendo eventuali partecipazioni in terminal containers: miele ovviamente per chi ha progetti più o meno grandiosi, a cominciare dai porti che hanno gare di project financing aperte, come Livorno, La Spezia e Civitavecchia nel medio Tirreno, Ravenna, Ancona ma anche Trieste e forse Marghera in Adriatico. Tutto interessante: anche che la delegazione italiana che in questi giorni va a Teheran a seguito della visita degli imprenditori iraniani a Roma con il loro presidente Rohani è stata battuta sui tempi dai triestini, subito proiettati nel quartier generale dell’IRISL con in testa la presidente della Regione Debora Serracchiani. Altre grandi aziende nazionali a loro volta – Fincantieri, Saipem, GE, Isotta Fraschini, Iveco etc. – hanno stretto accordi o lo stanno facendo. Il che ovviamente è positivo.
Poi, passata la grande speranza di abbuffata per l’apertura del mercato iraniano, bisognerà vedere che cosa ci rimarrà. Rohani subito dopo Roma è andato a Parigi: ma specialmente, sull’Iran gravita la Cina, che può fornire parecchie delle cose che noi promettiamo. C’è dunque da lavorare sodo, possibilmente senza trionfalismi, e puntando su elementi concreti, perché la classe imprenditoriale (e quella politica) dell’Iran non ha l’anello al naso, ha una visione pragmatica ed è corteggiata da tutte le economie dell’occidente e dell’oriente. I nostri porti sperano. Da chiederci, con onestà e spirito autocritico: siamo pronti?
Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
3 Febbraio 2016

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio