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Ecco la Riforma portuale con la sorpresa: i presidenti da un elenco di auto-candidati

Il ministro Delrio crea un “registro” dei veri esperti in logistica e portualità dal quale saranno poi pescati i prescelti dopo aver sentito le Regioni – Il tutto si dovrebbe concludere entro la metà di settembre

Graziano Delrio

ROMA – Eccola, la riforma portuale del governo Renzi. Dopo tutta una serie di rinvii, il consiglio dei ministri l’ha varata con decreto giovedì scorso in serata. Registrando subito una pioggia di consensi, ma anche qualche motivata preoccupazione. Perché dopo tanta attesa in particolare per la fine dei tanti (troppi) commissariamenti, la “governance” (e cioè le nomine) è stata rinviata a settembre. La Federagenti ha espresso, come pubblichiamo qui a fianco, anche la “forte preoccupazione” per le voci di rinvio delle nomine, che comporta di fatto un allungamento dei vari commissariamenti.
Le voci citate da Federagenti nel frattempo sono diventate una certezza. Nel senso che il ministro Graziano Delrio ha aperto un procedimento formale di raccolta delle candidature (con relativi curricula) degli interessati a ricoprire la carica di presidente nei 15 “sistemi” portuali, per avere così a disposizione un elenco di personalità da cui lui stesso poi sceglierà i migliori. Sarà un vero e proprio atto di governo – ha detto il ministro Delrio – con il quale si intende chiudere il lungo e controverso capitolo delle indiscrezioni sui nomi, delle auto-candidature politiche, delle pressioni e del gossip.
[hidepost]Il decreto del ministro Delrio avrà anche un termine temporale: candidature e relativi documenti di accompagnamento che ne comprovino professionalità e titoli dovranno consentire la scelta entro la metà di settembre.
Il procedimento deciso dal ministro risponde in sostanza all’articolato della riforma che sul tema della “governance” ha da tempo sottolineato come i presidenti dovranno essere di comprovata professionalità ed esperienza. Sembra evidente che Delrio abbia voluto brillantemente depotenziare in partenza il diritto dei presidenti delle Regioni a dire la loro sui presidenti, proponendo loro solo veri “esperti” su cui trovare il concerto. Dovendo pescare da un elenco, che si presume sarà composto da specialisti della logistica e della portualità, dovrebbero essere tagliati fuori i tanti candidati di matrice partitica che da tempo si agitano in tutte le sedi.
La corsa delle candidature “di comprovata professionalità ed esperienza” è già partita. E in tanti ancora scaldano i motori. Un parallelo significativo: nello stesso consiglio dei ministri si è deciso di istituire un analogo registro di esperti per le nomine dei direttori degli ospedali, da cui pescare direttamente dal ministero della salute. Se il metodo sarà davvero rispettato si vedrà presto, dopo la pausa estiva.
A.F.

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Pubblicato il
3 Agosto 2016

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