Achille la tartaruga e PIM

PIOMBINO – Il sasso in piccionaia è arrivato da Genova, dove Ship2Shore ha sparato papale papale che il progetto Piombino è un pieno fallimento e addirittura che uno dei soci di PIM, il Cantiere San Giorgio genovese, sarebbe nelle mire (acquisizione ostile?) di Fincantieri. Qui, dalla periferia, ci si chiede delle due l’una:  o sono balle sparate per “stanare” la notizia, o se c’è fumo, qualche arrosto deve pur esistere.

Il comunicato che riportiamo qui a fianco conferma che il progetto soffre di quel male largamente diffuso in Italia che si chiama semplificando “burocrazia”- con il picco nel famigerato codice degli appalti. Poi, applicando la vecchia massima del divo Andreotti secondo la quale a pensar male si fa peccato ma spesso s’azzecca, si potrebbe anche ipotizzare che a certi ambienti genovesi farebbe molto comodo il fallimento dell’operazione PIM; in particolare per le demolizioni delle navi militari obsolete, sulle quali Genova insiste da sempre. Chi ha seguito la vicenda sa bene che quelle demolizioni, che sembravano un business, si sono poi rivelate un’impresa da rimetterci anche le penne, per cui PIM – se non cambieranno i termini della vicenda – ci punta molto meno. Anzi, non ci punterebbe affatto.

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