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“Caso Livorno” in punta di piedi

LIVORNO – In punta di piedi, per tutta la settimana. È così che commissione consultiva, partenariato e giovedì mattina il primo comitato portuale operativo della gestione commissariale, hanno affrontato i vari temi più urgenti del “sistema”. Perché l’ammiraglio Verna si è si definito all’insediamento uomo delle decisioni e non dei rinvii: ma con l’attesa del tribunale del Riesame – previsto per ieri, venerdì – sulla sospensione di Corsini e Provinciali, nessuno ha voluto, correttamente, mettere i piedi nel piatto. E bisogna riconoscere che lavorare così costa un’infinità di impegno di più.

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Non avendo la sfera di cristallo, e avendo dovuto mandare in stampa queste pagine entro ieri mattina, stiamo ancora aspettando il Riesame. Troverete la sentenza – se ci sarà stata – nel prossimo numero. Commenti? Ve li proporremo quando si sapranno decisioni e motivazioni. Una cosa è certa: quando sono i tribunali a decidere sugli indirizzi economici di prima importanza per il sistema logistico Italia, non siamo al meglio. Quanto poi ai tempi, che condizionano anche il lavoro, la vita e la garanzia di correttezza di tanti manager, è ancora peggio. L’abbiamo già scritto: il “caso Livorno” rischia di trascinarsi per anni, con devastanti conseguenze non solo per i singoli imprenditori – tutta gente di cui non abbiamo mai creduto di poter mettere in dubbio la correttezza personale e aziendale – ma per il sistema Italia.

Chiuso. In quanto al comitato di gestione portuale, l’ammiraglio/commissario ha puntato sull’informativa per i tempi dell’ormai leggendario microtunnel del Marzocco garanzia dell’ingegner Pribaz che questa volta si parte nella sostanza e si sarà pronti entro l’autunno del 2021 – e sui rinnovi di alcune concessioni demaniali. Il resto, briciole rispetto all’attesa. Con la sommessa speranza che anche i magistrati – nella fattispecie quelli che hanno sconvolto palazzo Rosciano – essendo uomini e non semidei possano aver sbagliato. Summum ius – dicevano gli antichi – saepe summa iniuria.

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
6 Aprile 2019

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