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GNL e i progetti Liguria

Nella foto: (da sx) Andrea Cosulich e Pierpaolo Vinciguerra

Un progetto per rendere disponibile il GNL nei porti liguri unisce tre realtà genovesi con un forte know how nel settore: la F.lli Cosulich, il Gruppo Novella e Autogas. Ne parliamo con uno dei protagonisti, l’ingegner Andrea Cosulich, chairman and managing director della F.lli Cosulich e con l’ingegner Pierpaolo Vinciguerra, site manager della ECOS, la joint venture creata tra il grande gruppo genovese e la belga Exmar Shipmanagement che dal 2010 è impegnata nelle attività di conversione e da circa sei anni opera ed arma il rigassificatore FRSU Toscana.

Ingegner Vinciguerra, quali sono le prospettive per questo progetto?

Il progetto riguarda una logistica di small scale nel GNL che a monte trova la logistica maggiore riguardante i depositi quali OLT e GNL Italia di Panigaglia. Tutti i segnali indicano che il GNL, in questa fase transitoria che porterà entro il 2050 all’abbandono sia degli oli pesanti che del metano, sarà sempre più richiesto.

Se riusciremo a superare la difficoltà principale che oggi è rappresentata dalla lunghezza dei tempi tecnici delle Autorità, nonostante il loro segnale di interesse, potremo offrire un servizio di eccellenza dati i presupposti offerti delle tre società del nostro gruppo: Novella storico gestore delle bettoline di carburanti tradizionali, Autogas fra i principali player in tutti i comparti energetici, F.lli Cosulich attivo da anni nel bunkeraggio come broker e gestore di attività con navi proprie e noleggiate a Singapore. Un gruppo che può, tra l’altro, avvalersi del supporto di ECOS, una società che – se si escludono le major del settore – possiede un’esperienza nel GNL probabilmente unica in Italia.

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Ingegner Vinciguerra, qual è l’obiettivo specifico del vostro progetto e come si sviluppa?

L’obiettivo è rendere disponibile il GNL nei porti liguri, in particolare a Genova in quanto porto maggiore non solo della Liguria ma anche di Italia, sia per consentirne l’utilizzo come combustibile per le navi già propulse a GNL come quelle da crociera e per quelle che verranno, sia per alimentare il sempre crescente consumo per l’autotrazione.

L’idea progettuale si sviluppa in due fasi: nella prima fase la catena logistica small scale è essenzialmente composta da una piccola metaniera delle dimensioni di circa 7000 metri cubi e da un deposito portuale di dimensioni molto limitate, intorno ai 400 metri cubi, per rifornire autobotti che a loro volta riforniranno i distributori di GNL che oggi, presenti in buona parte nel Nord Italia, vedono una crescita costante che va di pari passo a quella dei mezzi pesanti alimentati a GNL. Queste stazioni di servizio attualmente si riforniscono a Marsiglia ed il tragitto che deve compiere il GNL è dunque molto più lungo rispetto a quello possibile con il nostro progetto; e questo naturalmente rappresenterebbe un vantaggio.

La seconda fase del progetto è strettamente legata all’auspicata crescita del consumo del GNL: in questo caso sarebbe previsto l’ampliamento del deposito terrestre per passare dalla capacità di 400 metri cubi a quella che le condizioni del mercato riterranno opportuna, che possiamo ipotizzare in circa 10000 metri cubi e realizzati con diverse soluzioni ancora oggetto di studi ed analisi, con l’eventuale affiancamento alla piccola metaniera di taglia 7000 metri cubi di una seconda bettolina di dimensioni più piccole, intorno ai 3000 metri cubi.

Ing. Cosulich, Il progetto in quale fase è?

Il progetto ha bisogno di uno spazio portuale per il deposito e di una banchina per la metaniera ed inizialmente, come Gruppo, avevamo escluso Genova in quanto già congestionata in questo senso realizzando invece degli studi di fattibilità a Vado Ligure, dove la location è abbastanza appropriata.  In realtà poi, dai molti incontri avuti con l’Autorità portuale, abbiamo evinto che avere il GNL nel centro nevralgico della Liguria ricopre molto interesse al punto da sembrare uno degli obiettivi primari, e che la possibilità di riservarci spazi nel porto di Genova non è stata esclusa. Nonostante ciò attendiamo ancora che ci dicano dove sarà possibile costruire il piccolo deposito di partenza, che poi potrebbe essere ampliato negli anni, e dove potremo avere il punto di stazionamento permanente per la bettolina. Dal nostro ultimo incontro, che risale a circa 3 settimane fa, siamo dunque in attesa delle loro indicazioni.

In chiave di previsione: quale sarebbe il valore dell’investimento e quali i tempi di realizzazione?

Dallo studio di fattibilità iniziale il progetto prevede un investimento economico che varia da 60 a 70 milioni e rispetto ai tempi tecnici per la costruzione della metaniera, al netto della fase autorizzativa per il deposito e la disponibilità di una banchina, parliamo di circa 2/3 anni.

Cinzia Garofoli

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Pubblicato il
15 Maggio 2019

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