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Quel vuoto nei meandri di Viale Asia

ROMA – La crisi di governo italiana, calata in una crisi economica (ma anche politica) dell’Unione Europea e di buona parte dei grandi mercati, sembra aver fatto dimenticare ai più che stiamo faticosamente cercando di far quadrare l’ennesima riforma portuale azzoppata con un ministero delle Infrastrutture e Trasporti che è stato ridotto ormai al lumicino. E per il quale non si vedono ancora soluzioni radicali.

Chi frequenta i corridoi del ministero, in particolare della sua sede “marittima” di Viale Asia, non può fare a meno di constatare l’entità del vuoto. I lunghi corridoi, un tempo pieni di vita, sembrano diventati quelli di un convento abbandonato. Imperano soltanto, e come sempre, gli onnipotenti portieri, che però hanno ormai poco da smistare e “indirizzare”. Pochi i direttori generali: e quello che è peggio, una buona maggioranza dei vertici è in via di andarsene in pensione, lasciando vuoti significativi che le seconde leve non sembrano in grado nemmeno di riempire. Per tacere dei vertici politici, con un ministro Toninelli la cui vicenda è più che nota e con due viceministri, entrambi incontestabilmente competenti, che sono stati defenestrati e mai sostituiti. E che da fuori non le mandano a dire sulle carenze dell’intero organismo.

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Il problema dei problemi rimane la mancanza di una guida di polso sullo sviluppo della logistica nazionale e in particolare di quella marittima. Chi c’è fa del suo meglio, e gli viene anche riconosciuto. Ma è la macchina che, azzoppata e confusa, funziona male, per non dire malissimo. Con dirette conseguenze anche sui vari sistemi che dovrebbero aiutare, come l’Assoporti divisa dagli scissionismi e dalle incertezze, i vari tavoli che non riescono a funzionare a regime, e non ultimi i tanto attesi – e mai venuti – chiarimenti legislativi che lasciano ampio libero a iniziative individuali dei magistrati, anch’essi alla ricerca del bandolo di una matassa di norme che tutto è meno che chiara. Non è il modo migliore di lavorare, questo, alla ripresa dopo le “Idi” dell’agosto: e in vista di una stagione di finanziarie e di braccio di ferro con l’UE che richiederebbe, a detta di tutti, polso fermo e idee chiare. Viene in mente il famoso antico epitaffio del Poeta: “…Ahi serva Italia…nave senza nocchiero alla deriva, non donna di provincia ma bordello…”. A quando la Resurrezione?

A.F.

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Pubblicato il
24 Agosto 2019

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